Caro Benitez, non ti illudere. Se il Marsiglia avesse pareggiato, ti avrebbero fatto a pezzi

La sconfitta del Napoli a Roma, contro la Roma? Ho voluto commentarla soltanto dopo Marsiglia Napoli, partita di Champions. I napoletani sono umorali. O strisciano o volano. I politici lo sanno bene. Luigi de Magistris, due anni fa, ha stravinto le elezioni e si è insediato a Palazzo San Giacomo. Giggino, oggi, quasi non può camminare per le strade partenopee. I cittadini sono incazzatissimi con lui e non è solo il parere di chi scrive: nelle statistiche dei gradimenti è letteralmente precipitato. Rafa Benitez ha rischiato grosso e rischia ancora. Da profeta del “new deal post Mazzarri”, è stato messo in discussione dopo la punizione e il rigore di Pjanic. Due tiri da fermo e due gol, prima sconfitta in campionato ed è iniziata la crocifissione di don Rafé. Manca il centravanti che sostituisca Higuain, lo stesso Gonzalo è “rotto”, la squadra è incompleta, capitan Cannavaro andrà via perché gestito male, malissimo, “ma quale scudetto, siamo da centro classifica”. Poi arriva la zampata di Zapata, o Duvan, se preferite, e al bar stamattina si ritorna a parlare di rivoluzione culturale del calcio azzurro. Ma ha rischiato grosso, Benitez. Sul 2 a 0 per noi, a Marsiglia, esce Hamsik ed entra Insigne. Ma come, abbiamo pensato un po’ tutti, invece di tenere palla e far entrare un centrocampista o un difensore, il mister dà spazio a Lorenzo? E perché? E’ andata bene, siamo tornati a casa con i tre punti. Ma pensate, per un attimo, a cosa sarebbe accaduto se i francesi avessero pareggiato, nei minuti finali. Rafa, incappucciato e incatenato, esposto al pubblico ludibrio mediatico. Un processo senza fine, progetto in discussione e pessimismo cosmico. Giacomo Leopardi, in confronto al tifoso sconfortato, sarebbe apparso come un inguaribile ottimista. Ergo: Roma Napoli è stata soltanto una partita-episodio, seconda sconfitta (dopo quella con l’Arsenal) della gestione Benitez, con sei vittorie e un pareggio in campionato, due vittorie in Champions. E’ anche vero che se la nonna teneva il trolley sarebbe stata un tram, ma Rafa deve stare molto attento: la parabola discendente di de Magistris gli sia d’insegnamento. W Benitez, W il nuovo Re della panchina, W il calcio “senza ginnastica” e con tanto turnover. Ma noi napoletani siano prontissimi a cambiare idea.
Giuseppe Pedersoli

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