Benitez fa tanto giro palla, poi affonda: «Ogni partita non deve essere una finale»

Se il Napoli nel corso dell’anno riuscirà mai a fare il giro palla che è in grado di mettere in pratica Benitez nelle conferenze stampa, nessun obiettivo potrà mai esserci precluso. Alla vigilia del match col Livorno, Rafa dirige la conferenza col consueto stile: un po’ di battute, tante parole vuote e poche dichiarazioni da ricordare. E, ovviamente, il cuscino.

La frase del giorno è certamente: «Ogni partita non deve essere una finale», in risposta a chi gli chiedeva se ci fosse consapevolezza dell’importanza del match di domani col Livorno, anche per la concomitanza degli scontri diretti. Rafa tiene i toni bassi, smorza. «La squadra dev’essere forte e deve avere fiducia in quello che sta facendo. Ogni partita non deve essere una finale. Devi lavorare e avere fiducia nella tua squadra. Non guardare gli altri». Fine di una filosofia.

Rafa annuncia che Higuain, Zuniga e Albiol non risponderanno alle convocazioni delle rispettive Nazionali. Non spiega granché, dice che «hanno fastidio».

Poi sgretola un ulteriore pezzo del muro mazzarriano. Non si lamenta delle partite ravvicinate, anzi dichiara «che questa volta abbiamo avuto quattro giorni pieni per prepararci, molto meglio per noi».

Le classiche frasi di rito sul Livorno. Fa capire di non aver ancora deciso chi giocherà prima punta. La scelta sarà tra Zapata (ormai Duvan), Pandeve e anche Callejòn.

Parole di stima per Marek Hamsik. «Ha al 100% la mia fiducia». Elogi per Mertens: «si sta allenando benissimo. In ogni allenamento è un esempio per tutti».

A chi gli chiede se la sconfitta di Londra possa aver minato le sicurezze di questo Napoli, Rafa risponde con un giochetto da scuola. Interroga i giornalisti su quali siano i campionati più difficili d’Europa e su quali siano le squadre più competitive. Trova, come al solito, un modo simpatico per non rispondere alla domanda. Ma esprime un concetto: non bisogna avere fretta. Sin prisa pero sin pausa. Anche per questo Benitez ha ritenuto che fosse preferibile non far giocare Albiol, Higuain e Zuniga, facendo saltare loro la Nazionale, e averli freschi per la ripresa, piuttosto che rischiarli contro il Livorno.

Preferisce giocare Roma-Napoli tra due settimane e saluta.
Massimiliano Gallo

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