Ed ora il colpo grosso all’Olimpico

E’ cambiato il vento, è cambiato il Napoli (3-5-2), forse accidentalmente per l’indisponibilità di Lavezzi, due vittorie consecutive, nessun gol al passivo, riaperta la caccia al terzo posto. L’appetito vien mangiando e Mazzarri vola alto. Non solo il nuovo modulo tattico funziona, esaltando soprattutto le qualità di Inler, centrale a metà campo con due scudieri ai lati, Dzemaili e Gargano, e riaccendendo le opportunità in zona-gol di Hamsik, ma la squadra ha ripreso brillantezza atletica, frutto dell’ultimo “richiamo” dei preparatori (altrettanti assi nella manica del Napoli). Il recupero di Maggio e l’applicazione sempre più convinta di Zuniga hanno ristabilito la padronanza delle fasce laterali. Con grande personalità, probabilmente frutto del nuovo più convincente assetto tattico, il Napoli ha liquidato il Novara (facile) e il Lecce sul suo campo (facile, dopo).

Gli avversari per il terzo posto sembrano in calo. La Lazio (5 sconfitte nelle ultime otto partite)  ha problemi di formazione e cede alla distanza. Nell’Udinese si è appannato Di Natale. La Roma (quattro sconfitte nelle ultime sette gare) è in regresso e perde i pezzi (De Rossi, Osvaldo, Lamela fuori per squalifica contro il Napoli sabato sera). Viene avanti l’Inter di Stramaccioni che non perde da cinque turni (11 punti), ma non sembra irresistibile.

L’indisponibilità di Lavezzi ha portato alla riconferma di Dzemaili, ma non più come vice Pocho sull’esterno destro, dov’era un pesce fuor d’acqua, bensì nel cuore del centrocampo con maggiore attenzione alla fase difensiva, sostenendo il pressing di Gargano, e i due liberando Inler a “dettare il gioco”. Il Napoli, ora, appare più squadra. E’ più solido, non soffre più nella zona centrale, la difesa è meglio protetta.

Col rientro di Lavezzi (si può mai lasciare fuori il Pocho?) si tornerà all’antico (3-4-2-1), col sacrificio di Dzemaili, ma la nuova vivacità fisica della squadra dovrebbe consentire una uguale “tenuta” e Dzemaili (come Vargas) potrebbe assicurare efficaci cambi in corsa. Per il momento si va a Roma (tutti appassionatamente in ritiro viaggiante) con la conferma della formazione delle ultime due vittorie.

Nella giornata in cui il calendario proporrà Udinese-Lazio (posticipo domenicale), il Napoli non può esimersi dal colpo grosso all’Olimpico (giocando in anticipo al sabato) che consentirebbe molto probabilmente il sorpasso sulla Lazio e la conquista del terzo posto (preliminari della prossima Champions). E, a proposito di Champions, è motivo di orgoglio per il Napoli che le due finaliste del 19 maggio, Bayern e Chelsea, seppure in altri momenti e condizioni tecniche e fisiche, abbiano ceduto cinque punti agli azzurri nelle partite europee.

I 54 punti del Napoli, quarto in classifica, sarebbero valsi l’anno scorso, alla 34^ giornata, il settimo posto confermando la mediocrità dell’attuale torneo (-11 punti per gli azzurri, -5 la Lazio, -7 l’Udinese, -6 la Roma, -14 l’Inter). Il Napoli volava con sei vittorie in più e sette pareggi in meno (sconfitte quasi pari, 9 l’anno scorso, 8 oggi). Segno che la squadra offensiva e irriducibile che, l’anno scorso, conquistò 7 vittorie e un pareggio negli ultimi dieci minuti, la famosa “zona Mazzarri”, non poteva correre all’infinito. E’ un dato da tenere presente per la prossima stagione. Il Napoli corre da tre anni con gli stessi uomini e ha giocatori trentenni (Campagnaro 32, Cannavaro 31, Aronica 34, Maggio 30). Il Napoli furente di Vinicio che contese lo scudetto alla Juve nel 1974-75 decadde negli anni successivi pagando la “corsa” dell’anno magico.
di Mimmo Carratelli

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