La memorabile sconfitta del campionato-spezzatino

Gol (una fiera, come una volta), brividi (da un campo all’altro quasi come ai tempi di Tutto il calcio minuto per minuto) e soprattutto una domenica di calcio con una simulazione di emozioni che, sarà pur stato un caso, hanno offerto spettacolo e pure batticuore. Oltre a doppiette, ribaltamenti di risultato, reti in zona Cesarini.
Questo 9 gennaio 2011 passerà alla storia minima dei tifosi per aver indotto le segrete divinità del pallone – che chissà da quale lontanissimo cielo lo assistono – a lanciare l’abiura contro il nemico di oggi: il fin troppo terrestre e satellitare campionato spezzatino, che nato per vendere meglio i diritti tv in Europa e in Estremo oriente, è riuscito solo ad annacquare la nostra Serie A con partite dal venerdì sera al lunedì.
Un format che piace poco o nulla perché penalizza, o rischia di penalizzare l’ultima speranza di questo sport, ovvero il fascino della contemporaneità e della suspense. Ma c’è poco da fare, ormai. Chi comanda non è più il calcio limpido e chiaro, ma quello criptato.
(da Il Mattino)

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