Il pacchero da faccia che non dobbiamo toglierci

Una sconfitta che ci sta, una sconfitta che serve. A tutti. Ai tifosi che divido in due categorie. Chi ha fatto le file fuori al San Paolo, una notte passata all’addiaccio, chi ha fatto le file ieri all’aeroporto, si è tranquillamente incanalato nei tornelli di Anfield Road ha avuto ragione. E’ arrivato per tempo, è entrato allo stadio ha fatto sentire i propri cori spesso superiori a quelli della Kop. I fischi a You’ll neve walk alone l’unico neo anche se di risposta a due striscioni razzisti esposti nell’altra curva. Erano gli Ultras quelli che noi tanto spesso critichiamo e dal quale ieri abbiamo imparato. Complimenti a loro. La dimostrazione che cultura e civilità sono frutto anche di regole che, se certe, sono rispettate da tutti. Altrimenti il napoletano è come il capitone: svicola.  Molti di coloro i quali hanno pensato di trovare via alternative, sono stati truffati. Spiace dirlo, si rifaranno nelle aule di tribunale ma si sono fidati di chi non dovevano, non si sono informati o si sono fidati di chi non si era informato. Oppure, peggio ancora, hanno pensato di fare i furbi. Eppure gli annunci c’erano stati tutti, era successo ai tifosi dell’Inter, lo hanno detto ieri nelle radio napoletane gli emigrati in Germania ed in Inghilterra ed un pizzico di diffidenza prima di partire per Liverpool avrebbero dovuto averla.  Hanno conosciuto l’Europa, hanno conosciuto il modello inglese. Ce ne riempiamo la bocca. Beh abbiamo scoperto che non si può andare in altri settori che non sono i nostri (evviva la tessera del tifoso). Abbiamo scoperto che la Polizia inglese se sbagli ti tiene tre ore in un piazzale senza nemmeno poter andare a comprare un panino. La partita l’ascolti dai cori dello stadio. Perché poi ti prendono e ti portano all’aeroporto. Senza sconti. La sconfitta fa bene a De Laurentiis che aveva portato la squadra e gli sponsor in gita premio a Liverpool. Il Napoli finora ha fatto bene grazie alle scelte di questa presidenza. Sarebbe stupido negare il contrario. Per costruire una squadra che vuole fare bene in Europa però ci vogliono rincalzi, subito, a giugno. Non si può essere sparagnini e pontificare progetti e obiettivi. Non si può dire allestiamo una squadra e vediamo che succede ci regoliamo cammin facendo. Poi l’Europa League piace o no? Ai giornalisti di Utrecht disse che a lui non interessava. Allora un po’ di coerenza, non fare il viaggio premio a Liverpool con tanto di sponsor, e gag presidenziali sull’aereo. Almeno avrà capito come si organizza uno stadio. E questo è bene. L’esperienza europea passa anche per queste batoste. Una sconfitta che fa bene alla squadra che per diventare grande deve reggere 90 minuti. Non può farlo solo per 60. Il Liverpool sarà anche squadra giovane ma il più giovane esordiente ha una mentalità internazionale che tutti i nostri insieme non hanno nonostante i mondiali fatti e le continue convocazioni. Mentalità significa che il Pocho, si proprio lui, migliore in campo, non può fare ghirigori a centrocampo e perdere banalmente il pallone che lancia l’azione dell’1-1. Dossena deve spazzare e non fare il retropassaggio. Etc etc, la partita l’abbiamo vista tutti. Infine Mazzarri. Il professor Trombetti ha ragione da vendere. E’ entrato Gerrard, e lui? Nulla. Dossena in affanno. E lui? Nulla. Hamisk inesistente. E lui? Nulla. La moviola ha dimostrato che il Liverpool non ha rubato niente. Ma questo lo hanno capito prima i tifosi. Non c’è bisogno di dare la colpa a un altro. Mazzarri è il più grande colpevole di questa sconfitta come ha avuto i più grandi meriti in altre occasioni. Gli serve un buon bagno di umiltà europeo perché a Liverpool ha sbagliato ma non ha avuto la decenza di ammetterlo. Evidenziare i propri errori è anche simbolo di grandezza. Tifosi, De Laurentiis, Giocatori, Allentore facciamolo e They never walk alone. Paolo Carafa

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