Tifoso dell’Elfsborg,
amante di Napoli

L’amore di Napoli e dello stadio San Paolo. La prima volta che ho sentito parlare di calcio e di Napoli è stato alla fine degli anni 80. Penso che sia stato dopo aver letto gli articoli di Kristina Kappelin su come i tifosi avevano dipinto l’intera città di azzurro dopo la vittoria del campionato nel 1987  e volevo immediatamente andare lì e godere da vicino dello spettacolo. Nel maggio 1989, ho avuto la possibilità, ed è stato un viaggio che non  potrò mai dimenticare. È stato altrettanto folle e strano, come avevo previsto. Napoli, con Maradona come capitano, stava per giocare la finale di Coppa UEFA a Stoccarda ed è alla vigilia di questa partita che io mi sono recato a Napoli. Io e un amico, due biondi ragazzi venuti dal Nord. Giovani ragazzi sulla vespa, vecchi signore nei loro negozi di frutta, bambini e impiegati. Tutti ci gridavano  la stessa cosa: “Stoccarda” pensando fossimo tedeschi ma lo facevano in maniera sgradevole e io non mi sono mai sentito minacciato. C’era un calore e un’ospitalità che non avevo mai incontrato ed è stato per questo che sono felice di tornare allo stadio san Paolo, a Napoli. Un sogno. Mai in precedenza il Napoli ha affrontato una squadra svedese e vederli alla Borås Arena sembra quasi irreale. Per chi avrà la possibilità non perda l’occasione di godere di questo match storico contro uno dei team più amati dell’Italia (solo Juventus, Inter e Milan hanno più tifosi). Il fatto di essere a Napoli, mi rende come un bambino alla vigilia di Natale pronto a fornire aneddoti su questa partita al San Paolo. Oggi sono a Napoli, ho incontrato due persone alla stazione centrale e davanti un bar che mi hanno detto di stare attento alla valigia, ma ho ritrovato il calore del mio primo viaggio e sto per recarmi a posillipo dove hanno vissuto Hamrin e Maradona.

<strong>Ola Wiklander (dal sito dell’Elfsborg)</strong>

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