Dempsey il sogno States targato Aurelio

Se l’avessero fatta Del Piero, Milito o Pato, ce l’avrebbero propinata per decenni. E invece la palombella alla Juve la segnò Clint Dempsey, ventisette anni, texano. The “American Talent”. Eterna promessa, spesso infortunato, impantanatosi da tempo nel Fulham che ha eliminato la Juve e alla cui squadra ha segnato un gol da cineteca. Il 18 marzo 2010 è ben noto ai tifosi bianconeri, per il gol del il definitivo 4-1 per i suoi e quindi l’eliminazione dei bianconeri dalla competizione (3-1 juventino all’andata). Ora lo vuole Aurelio per gettare quel ponte tra Italia e Stati Uniti.
A maggio invitò al san Paolo il patron della formazione di soccer di Philadelphia, poi il mai sopito sogno di irradiare via internet negli Usa le partite del Napoli, ora l’assalto a Clint Dempsey, centrocampista degli Stati Uniti, squadra che ormai da tempo non è più considerato un materasso, ma ha il suo perché anche quando gioca ai mondiali. Valore del cartellino 14 milioni. Decisamente troppo. 
E’ nato a Nacogdoches è una città statunitense del Texas, situata nella contea omonima. Al censimento del 2000 contava 29.914 abitanti. Le foto fanno tanto di film di Sergio Leone con tanto di polvere e cespugli spinti dal vento. Ad accorgersi di lui il Charlton che offre 1,5 milioni ma la Major League di Soccer rifiuta il che manda su tutte le ire il giocatore. Ma negli States gli affari li sanno fare. Tempo qualche mese e Dempsey varca l’oceano per quattro milioni destinazione Fulham. Senza infamia e senza lode la sua permanenza in Premier. Meglio quando suona. Dempsey è un appassionato di musica hip hop. Nel 2006, insieme ad altri noti rapper, ha composto il brano “Don’t Tread”, utilizzato poi in una campagna pubblicitaria della Nike. Nel finale del video della canzone appare Dempsey mentre depone dei fiori sulla tomba della defunta sorella, alla memoria della quale è dedicato il video stesso.

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