Senza Europei, che fine farà il San Paolo?

Il 28 maggio, a Ginevra, l’Uefa assegnerà gli Europei del 2016: la Francia è sempre più favorita e potrebbe contare anche sui voti della Turchia. L’Italia, che sconta il disinteresse del governo (ma Giancarlo Abete non ha il coraggio di dirlo), è stata bocciata oggi nel rapporto di valutazione che l’Uefa ha pubblicato sul suo sito (solo nella versione inglese). “In generale – è scritto – il settore della candidatura italiana relativo agli stadi è professionale e di standard ragionevole, sebbene in alcune aree i requisiti non vengano soddisfatti in pieno”. L’Uefa evidenzia che “importanti investimenti a livello cittadino e specialmente a livello di stadi sarebbero necessari per ospitare” il torneo, il primo a 24 squadre.
Fin qui Fabio Bianchi sul sito internet di Repubblica.  Ed ora veniamo alle nostre considerazioni. Cosa accadrà al San Paolo? Ci avevano promesso uno stadio all’avanguardia in caso di Europei in Italia. E ora? Il Comune dovrebbe mettere in campo 5 milioni per un profondo restyling. Il problema numero uno è il terzo anello con la sua copertura. Non obbligatoria secondo l’Uefa, ma orrenda. Direttamente collegato allo smantellamento di una delle peggiori eredità di Italia ’90 è la possibilità di montare un impianto fotovoltaico proprio sulla nuova copertura, in modo da rendere il San Paolo da un punto di vista del fabbisogno di energia più confacente alle rigide norme di compatibilità ambientale.  Poi i sediolini che non sono a norma Uefa, e sono sessantamila. Quindi i tabelloni. Ultima, ma non per importanza, la questione sicurezza. Il San Paolo è dotato di un impianto di videosorveglianza buono ma non eccellente, però a norma. È in corso la gara di appalto per migliorarlo. Il sistema attuale non consente di visualizzare bene il passaggio degli spettatori ai tornelli.  A questo aggiungiamo bagni che gettano acqua nemmeno fossero le cascate del Niagara, e lerciume più o meno dappertutto.
Eravamo appesi alla legge Crimi e con un Comune impegnatosi a investire 80 milioni di euro in caso di Europei all’Italia. Ancora una volta abbiamo toppato. Ed ora cosa accadrà al San Paolo? Probabilmente pulizie di primavera e basta. Il minimo per poter giocare ed ancora una volta un’occasione persa per guardare lontano.
Gianluca Agata

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