Ferrara rosica: “Un murale figlio del suo tempo, Ciro Cerullo (non lo chiama Jorit) è giovane e ha seguito il ‘sentito dire’”

È stato escluso dal murale per volere dei tifosi. Su Instagram: “Sono un figlio di Napoli e il napoletano più vincente della storia del Napoli. Per fortuna ci sono anche tifosi che non vedono il mio trasferimento alla Juventus come un rifiuto delle mie origini.”

Ciro Ferrara

Mg Milano 12/01/2023 - presentazione nuova collezione figurine Panini / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Ciro Ferrara

Ha fatto molto discutere l’esclusione di Ciro Ferrara, storico difensore napoletano, dal murales di Jorit all’esterno dello Stadio Diego Armando Maradona. Oggi il diretto interessato ha espresso la sua posizione su Instagram.

La risposta di Ciro Ferrara

Ecco le dichiarazioni dell’ex difensore di Napoli e Juventus:

“In relazione all’inaugurazione del murale dello Stadio Maradona, visti gli articoli che sono usciti sui vari siti e sui social, desidero chiarire la mia posizione. Mentirei se dicessi che non mi è dispiaciuto non essere stato inserito tra gli Undici ideali, anche perché sono un figlio di Napoli e sono il napoletano più vincente nella storia del Napoli.

Mentirei anche se fingessi di non conoscerne il motivo reale, nonostante le supercazzole che sono state accampate. Per fortuna, e ne ho la prova ogni volta che giro a piedi per le strade della mia città, ci sono napoletani e tifosi realisti, che quell’epoca l’hanno vissuta e la ricordano bene, conoscono i fatti che portarono al mio trasferimento e sanno che non hanno mai significato un rifiuto della mia storia e delle mie origini.

Se è vero che la decisione finale è stata presa dall’esecutore del murale, penso che si sia persa l’occasione di assumere uno sguardo puro, cioè non contaminato da condizionamenti soggettivi, che avrebbe davvero dato a quest’opera il respiro eterno a cui ambiva. Rimane, invece, un murale figlio del suo tempo e della mano del signor Ciro Cerullo nato nel 1990 che lo ha realizzato, troppo giovane per avere vissuto e compreso quegli anni, e che si è fatto sicuramente guidare dal ‘sentito dire’.

Se la scelta di non rappresentarmi deriva, come credo, da un risentimento dei tifosi, mi consola il fatto che la parola ‘risentimento’ abbia origine dalla parola ‘sentimento’, pur ferito. Per quanto riguarda il mio, di sentimento… chi non ricorda la scena di Stoccarda, in cui Diego mi abbracciava e spiegava a tutti che io quella vittoria la meritavo più di ogni altro per via del mio legame autentico con Napoli? Diego ha sempre saputo chi fossi e da dove arrivassi. Sono Ciro Ferrara, napoletano di nascita e di sangue. Non serve aggiungere altro.”

 

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