La serie tv su Cruyff: il tentato sequestro a Barcellona, l’Olanda che gli fece la guerra: “Non lo capivamo, era troppo avanti”
Dal Telegraaf. Per la prima volta parleranno le figlie. "Non era solo un calciatore, era un pensatore". Sarà presentata sabato in anteprima alla Johan Cruyff Arena davanti a 40mila spettatori.

Dutch soccer legend Johan Cruyff is pictured during the annual Open Day of the Johan Cruyff Foundation at the Olympic Stadium in Amsterdam, on September 10, 2014. During this event, children with and without handicaps and disabilities have the opportunity to do sports at various venues. AFP PHOTO/ANP KOEN VAN WEEL netherlands out (Photo by Koen van Weel / ANP / AFP)
La serie tv su Cruyff: il tentato sequestro a Barcellona, l’Olanda che gli fece la guerra: “Non lo capivamo, era troppo avanti”
La serie tv su Cruyff (o Cruijff come scrivono in Olanda) sarà presentata sabato in anteprima alla Johan Cruyff Arena davanti a 40mila spettatori. Ne scrive il Telegraaf che ha sentito il produttore Jaap Schneider.
“Si è parlato moltissimo di lui ma le sue figlie, Chantal e Susila, si sono sempre tenute lontane di riflettori. Dopo tutti questi anni, la famiglia ha voluto raccontare la sua storia. Abbiamo anche utilizzato registrazioni audio effettuate durante le sue ultime fasi della vita, registrazioni effettuate dal suo confidente Jaap de Groot”.
La serie tv racconta tanti passaggi chiave della vita del fuoriclasse olandese. Anche il violento tentativo di sequestro subito dalla famiglia nella loro casa di Barcellona. “Lo stesso Cruyff ne parla nelle riprese che abbiamo utilizzato. Ne parla apertamente anche la figlia maggiore, Chantal, che sbirciava da dietro l’angolo mentre i genitori venivano tenuti sotto tiro. Racconta che sua madre si ammalò dopo quel trauma nel 1977 e che lei stessa ne soffrì per decenni. Dormì con la luce accesa per almeno altri trent’anni.”
Schneider racconta di aver lavorato al progetto per tre anni. E ha scoperto un altro lato di Cruyff. “Certo, conoscevo il personaggio a grani linee: i Mondiali del 1974, l’Ajax, il Barcellona, il suo status di icona. Ma i conflitti in Olanda e la resistenza che ha incontrato lì… a dire il vero, ne sapevo ben poco”.
Dice Schneider: “Siamo un paese in cui tutti devono essere uguali. Se qualcuno si espone troppo, non ci piace. Cruyff ci ha messo di fronte a uno specchio. Ne sapeva di più, ne vedeva di più e lo diceva, e noi avevamo difficoltà a gestirlo.”
A Barcellona Cruyff venne accolto come un salvatore, in Olanda, secondo Schneider, era spesso guardato con diffidenza e osteggiato. “Col senno di poi, credo che non ci rendessimo conto di cosa avessimo tra le mani. Nei Paesi Bassi era visto come una persona difficile e testarda, che si sentiva superiore agli altri. A Barcellona, invece, lo consideravano un eroe e lo hanno accolto a braccia aperte.”
Nella serie, Cruyff viene ritratto non solo come un calciatore, ma anche come un pensatore. “Cruyff vedeva cose che gli altri non vedevano. Era sempre un passo avanti: nel calcio, nelle conversazioni, nelle trattative. La sua mente lavorava più velocemente. Molte delle cose che faceva oggi sembrano logiche: difendere i propri diritti, costruire un marchio, esercitare influenza. Ma ai suoi tempi, era rivoluzionario. Per capirlo, bisogna anche capire quell’epoca.”
“Penso che avrebbe potuto dedicarsi alla politica e diventare presidente.”
Tanti esponenti del mondo del calcio compaiono nella serie: Guardiola, Van Basten, Gullit.
“Pelé e Maradona erano calciatori fenomenali. Ma Cruyff ha cambiato il gioco e forse anche un po’ il mondo. Le sue idee continuano a vivere nel calcio di alto livello. Questo lo rende, a mio avviso, la figura più influente nel calcio degli ultimi cinquant’anni.”
La serie su Cruijff andrà in onda ogni settimana a partire da domenica alle 21 su NPO1 ed è disponibile in streaming su NPO Start.











