La nazionale italiana di baseball è una sorpresa solo in Italia (New York Times)
È composta da ottimi giocatori italo-americani, già affermati nel miglior campionato del mondo. Non sono parvenù. E ora sono in semifinale ai Mondiali

HOUSTON, TEXAS - MARCH 10: Jac Caglianone #14 of the Italy celebrates with Vinnie Pasquantino #9 of the Italy by drinking espresso during the 2026 World Baseball Classic at Daikin Park on March 10, 2026 in Houston, Texas. Kenneth Richmond/Getty Images/AFP Kenneth Richmond / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP
L’Italia di baseball è una sorpresa per l’Italia. All’estero no. È in semifinale ai Mondiali dopo aver battuto Brasile, Gran Bretagna, Stati Uniti, Messico e Porto Rico. E’ un’impresa già così. Ma – spiega il New York Times – mica tanto. “Marsee, Pasquantino e Dominic Canzone, i battitori numero 3, 4 e 5 della partita dei quarti di finale, sono tutti giocatori affermati nella Major League che insieme hanno chiuso la scorsa stagione con una media battuta di .278 (la media battuta dell’intera lega è stata di .245). Il giocatore di interbase Thomas Saggese ha disputato 100 partite con i St. Louis Cardinals. Altri tre titolari – l’esterno destro Jac Caglianone, l’esterno sinistro Dante Nori e Andrew Fischer, un ragazzo del New Jersey con un tatuaggio di Frank Sinatra – sono stati selezionati al primo turno nei recenti draft. I due migliori lanciatori partenti, Aaron Nola e Michael Lorenzen, sono entrambi presenze fisse nelle Major League dal 2015. Nola ha iniziato Gara 1 delle World Series e Lorenzen ha lanciato un no-hitter. Insieme a Weissert, hanno totalizzato 13 inning senza subire punti nel World Baseball Classic”.
Insomma, termini tecnici a parte, la nazionale italiana è fatta di giocatori di livello. Ed è una nazionale italo-americana, più che altro.
“Se guardi la squadra, abbiamo giocatori di Major League in ogni posizione, o ragazzi che diventeranno ottimi giocatori di Major League, e allo stesso tempo sapevo che il nostro reparto lanciatori era molto valido”, dice Marsee. “Quindi non avevo dubbi sul fatto che avessimo la possibilità di fare una buona prestazione. E allo stesso tempo, quando arrivi qui, non ti preoccupi di quello che dice chiunque altro, sei concentrato solo sulla vittoria.”
E poi il baseball è anche uno sport di sorprese, scrive il nyt. “È improbabile che molti – forse anche solo alcuni – giocatori della nazionale italiana sarebbero stati molto ambiti dalla nazionale statunitense. Ma parte del fascino del baseball sta nel fatto che, in qualsiasi momento, un gruppo di giocatori può battere qualsiasi altro gruppo. Persino i Chicago White Sox del 2024, che hanno stabilito un record moderno di sconfitte con 121, sono comunque riusciti a vincere 41 partite. Nel baseball, la minaccia di una sorpresa è costante, quel colpo in più che dà la scossa a un torneo come questo. E se la squadra italiana è composta principalmente da italoamericani, beh, non pensateci troppo”.
Il capitano Pasquantino di certo non lo fa: “So che molte persone sono contrariate dal fatto che rappresentiamo l’Italia, essendo italoamericani, ma io ne vado molto fiero perché sono le mie radici. La mia famiglia è venuta in America in cerca di una vita migliore e, onestamente, non ho alcun problema a rappresentare quei membri della mia famiglia. Ed è semplicemente fantastico ricevere questa opportunità da questi ragazzi, perché è semplicemente fantastico. Non so, non ho un altro motivo se non questo: è fantastico. È fantastico poter imparare la nostra storia ed esibirci per le persone in un paese in cui il baseball non esiste a questo livello, e noi stiamo cercando di farlo esistere a un livello simile”.








