Rugby, oggi c’è Galles-Italia: in caso di vittoria, gli azzurri chiuderebbero il Sei Nazioni con più vittorie che sconfitte

L'Italia, in 4 partite, ha raccolto 2 vittorie (Scozia e Inghilterra) e 2 sconfitte (Irlanda e Francia). Corsera: "Sarebbe la prima volta nella storia. Per anni ci hanno considerato un gruppo di intrusi, una squadra non all’altezza. Adesso ci temono"

Italia rugby

Italy's centre Leonardo Marin (C) runs with the ball to socre a try during the Six Nations international rugby union match between Italy and England at the Stadio Olimpico in Rome, on March 7, 2026. Tiziana FABI / AFP

Oggi l’Italia del rugby scende in campo per fare la storia: vincendo contro il Galles, chiuderebbe il Sei Nazioni con più vittorie che sconfitte. L’Italia, in 4 partite, ha raccolto 2 vittorie (Scozia e Inghilterra) e 2 sconfitte (Irlanda e Francia). Ne parla Domenico Calcagno sul Corriere della Sera.

Rugby, oggi c’è Galles-Italia

Si legge sul Corsera:

“Vincendo a Cardiff, l’Italia chiuderebbe il suo primo Sei Nazioni con più vittorie che sconfitte. Quella di oggi sarà la 135esima partita dell’Italia in 27 anni di Sei Nazioni. Le vittorie sono 18 (più due pareggi) e ben 5 (più un pareggio) sono arrivate nelle 14 partite di Quesada, l’uomo che sta cambiando la storia del nostro rugby.”

Le parole di Quesada, tecnico dell’Italia

“Noi favoriti perché abbiamo vinto le ultime due col Galles? No, il passato non conta nulla» racconta Quesada. «Sarà una partita molto dura perché loro sono disperati e obbligati a vincere. Due anni fa siamo arrivati a Cardiff dopo aver battuto la Scozia e pareggiato in Francia, ora ci arriviamo dopo aver battuto l’Inghilterra. Quello che so io è che dovremo fare un’ottima prestazione per vincere. Per fortuna ci arriviamo bene, tutti i giocatori che andranno in campo sono al 100 per 100″.

“Una volta giocare al Millennium, lo stadio dove batte il cuore del Galles, era quasi sempre una tortura. Oggi l’Italia gioca a Cardiff per aggiungere un nuovo capitolo alla sua nuova realtà di squadra solida, seria, che può battere chiunque. Per anni ci hanno considerato un gruppo di intrusi, una squadra non all’altezza. Adesso è cambiato tutto. Adesso ci temono, ed è bellissimo.”

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