La provocazione di Cantona per ridurre le guerre: “Se un presidente decide di fare la guerra, vada per il primo al fronte”
A Canal+: “Nessuno dei miei figli andrà in guerra. Zero. Per fare cosa? Per chi? Per quale motivo? Il Milite Ignoto serve solo a incoraggiare gli altri ad andarci”.

Montecarlo ( Principato di Monaco ) 29.08.2019 - Uefa Champions League Draw / foto Norbert Scanella/Panoramic/Insidefoto/Image Sport nella foto: Eric Cantona
Eric Cantona non si è mai tirato indietro quando si tratta di dire ciò che pensa. Che si parli di calcio o di questioni di attualità, l’ex campione francese del Manchester United non conosce mezze misure. L’ultima volta ha attirato l’attenzione con le sue parole sulla guerra in Iran, un tema molto delicato dopo gli attacchi di Usa e Israele. Per Cantona, la chiave per prevenire conflitti del genere potrebbe risiedere in una legge internazionale rivolta ai leader mondiali, un deterrente per fermare decisioni pericolose prima che coinvolgano i più giovani.
Intervenendo su Canal+ per presentare il suo ultimo album Perfect Imperfection, Cantona, che si cimenta anche come cantante e attore, ha condiviso la sua visione della situazione internazionale. Secondo lui, una legge che obblighi i presidenti a essere i primi a combattere se decidono di fare la guerra ridurrebbe drasticamente il numero di conflitti:
“Una legge internazionale che stabilisca che, se un presidente decide di fare la guerra, debba essere il primo ad andare al fronte, invece di mandare ragazzi di 18 anni. E a quel punto, credo che ci sarebbero molte meno guerre”.
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Le parole di Eric Cantona
Il messaggio di Cantona sembra rivolto soprattutto a Donald Trump, pur senza mai citarlo direttamente. L’ex attaccante critica chi prende decisioni belliche lontano dal fronte:
“Stanno tutti in uffici lunghi 25 metri e poi mandano a morte giovani ragazzi. Quando sei l’oppressore, mandi ragazzi di 18 anni da casa tua, ma spesso dall’altra parte non ci sono ragazzi di 18 anni. Ci sono bambini di 3, 11 anni. Innocenti, civili. O soldati. Ma credo che ci sarebbero meno guerre se facessimo così. Perché di coraggiosi non ce ne sono molti”.
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Cantona ha inoltre sottolineato il suo impegno personale nel proteggere i propri figli da simili situazioni:
“Nessuno dei miei figli andrà in guerra. Zero. Per fare cosa? Per chi? Per quale motivo? Il Milite Ignoto serve solo a incoraggiare gli altri ad andarci”.
Le dichiarazioni dell’ex campione non sorprendono, considerando il suo passato fatto di posizioni forti: in passato aveva addirittura proposto di escludere Israele da tutte le competizioni, spiegando:
“So che il calcio internazionale è più che uno sport, è culturale, politico. È soft power. È giunto il momento di sospendere a Israele questo privilegio”.











