Ceccon: “A Milano nessuno fa notare che non esiste una piscina olimpica di 50 metri”

A Repubblica: "Gli italiani che si allenano all'estero? Bisogna essere consapevoli del percorso che si sceglie. Mi piacerebbe prepararmi in più specialità per Los Angeles 2028".

Ceccon

Parigi (Francia) 31/07/2024 - Olimpiadi Parigi 2024 / nuoto / foto Panoramic/Image Sport nella foto: Thomas Ceccon ONLY ITALY

Il nuotatore Thomas Ceccon tornerà a gareggiare venerdì a Losanna e la prossima settimana al China Swimming Open. L’intervista a Repubblica.

Come è andata in Australia per la seconda volta?

Bello, ma stancante. Gli australiani rispetto a noi curano di più la parte atletica: palestra, corsa, spinning. Stavolta in porzioni ancor più generose. E con il gruppo di Dean Boxall sempre sveglia presto. Ho preso casa, ho cucinato, ho affittato un’auto, in modo da essere più indipendente. L’esperienza mi è servita, ma non penso più di ritornare in Australia. Per me è un capitolo chiuso“.

McGrath voleva piangere da solo nel bosco e prendersi un po’ di tempo…

E a me lo dice? Anche io a Parigi quando mi fotografarono come un homeless disteso sotto la panchina volevo solo riassettare i miei pensieri. E così diventai il simbolo della protesta: l’uomo che dorme sul prato. Eravamo andati male nella staffetta, avevo bisogno di ritrovarmi, troppi ronzii nella testa. Io non ci vedo compassione nel voler condividere sempre tutto“.

Cosa si aspetta dal suo esordio stagionale in vista degli Europei di Parigi?

Di poter buttare giù un programma di gare, di avere delle risposte cronometriche in modo da avere idee più chiare su quali specialità affrontare. Ho sempre detto che voglio ampliare il mio orizzonte. Quindi vedremo cosa aggiungere o tagliare nel dorso o nel delfino, staffetta a parte. Per poi puntare a Los Angeles 28“.

Gli ultimi Giochi hanno dimostrato che non c’è una sola via che porta al successo: c’è chi si aliena e chi si butta nella vita:

Vero. C’è chi ha bisogno di isolarsi da tutto e da tutti e chi vuole fare a modo suo per non perdere la testa e la voglia. Magari è salutare anche fermarsi per un po’ e poi continuare. Io scelgo la via di mezzo, credo che il compromesso possa essere una buona soluzione anche per evitare di bruciarsi in fretta. Le cose vanno concordate, non accetterei un allenatore che mi voglia imporre i suoi ritmi, ci deve essere dialogo, la possibilità di dire questo non mi va oppure cerchiamo di adattarlo. Siamo ragazzi, ho diritto a trovare piacere in quello che faccio e non solo sacrificio, l’acqua deve essere un po’ tua, non solo un destino che gli altri hanno scelto per te“.

Tra gli azzurri però c’è stata polemica tra chi si allena in casa e chi per conto suo all’estero:

Bisogna essere consapevoli del percorso che si sceglie. Sara Curtis al primo anno universitario si è trasferita in Virginia. Ci vuole coraggio a rischiare così tanto. Io stesso a 17 anni mi sono trasferito a Verona“.

In Cina il meeting è remunerato?

Sì, ma il nuoto resta un mondo piccolo. Ho visto che a Milano si è molto parlato di tenere stabilmente un palazzo del ghiaccio, ma nessuno fa notare che non esiste una piscina olimpica di 50 metri. La stanno costruendo nella zona del Cardellino, sarà a dieci corsie, ma per ora non c’è. Alla fine noi al nuoto diamo gli anni migliori della nostra vita, ma come siamo ricambiati?“.

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