Anche la Uefa critica gli arbitri italiani, pesanti le valutazioni. Si va verso il professionismo, ma chi paga?

Repubblica: Rocchi aggredito a Carrara. Il professionismo costa 18 milioni, i club non vogliono pagare se devono continuare a non contare nulla

Manganiello Napoli Milan rigori contro arbitri

Mg Milano 02/12/2022 - Gran Gala' del Calcio Aic 2024 / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi-Daniele Orsato

Anche la Uefa critica gli arbitri italiani, pesanti le valutazioni. Si va verso il professionismo, ma chi paga?

Mala tempora per gli arbitri italiani. L’altra sera a Carrara il designatore Rocchi è stato aggredito sugli spalti. 

Della riforma scrive Repubblica con Matteo Pinci.

Ci si è messo anche un report dell’Uefa referee convention, consegnato alla Federcalcio, con tante obiezioni sul sistema di osservatori e valutazioni non proprio lusinghiere della filiera arbitrale. La federazione ha deciso quindi che il cambiamento non si può più rimandare. Oggi fisserà la data per un nuovo tavolo di discussione, ma servirà solo a rimodulare piccole sfumature: l’impianto non si tocca. E prevede che gli arbitri di serie A e di serie B siano messi sotto contratto da una società partecipata al 100% dalla Figc. Contratti di lavoro autonomo, che, dopo un numero prefissato di presenze, diventano a tempo determinato, con contributi e Tfr.

La struttura sarà retta da un cda di tre persone nominate dal Consiglio federale tra soggetti non tesserati: quindi né calciatori, né dirigenti né arbitri.  

Il carrozzone costerà 18 milioni all’anno. Chi paga?

I vertici della Lega non vogliono pagare (e tanto) senza poter contare. Vorrebbero nominare almeno un membro del cda e magari il designatore. 

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