Hakimi rinviato a giudizio: andrà a processo per stupro (L’Equipe)
I fatti risalgono al febbraio 2023. Una psicologa che ha esaminato la presunta vittima, non ha rilevato alcuna reale tendenza all'invenzione ma ha osservato che Amélie (nome fittizio) potrebbe essere stata influenzata da una persona a lei vicina

Db Monaco di Baviera 31/05/2025 - finale Champions League / Paris Saint Germain-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Achraf Hakimi
Achraf Hakimi andrà a processo per stupro: questa è la decisione della giudice istruttrice del caso. Specifichiamo che non si tratta ancora di una condanna, ma che ci sono gli elementi necessari per un processo al terzino marocchino. Ne parla L’Équipe.
Hakimi a processo per stupro: i dettagli
Si legge sull’Equipe:
Come rivelato questo martedì, Achraf Hakimi è stato rinviato a giudizio davanti alla Corte criminale dipartimentale per stupro.
I fatti
Cominciamo con un riepilogo dei fatti. Nella sua ordinanza di rinvio a giudizio davanti alla Corte criminale dipartimentale degli Hauts-de-Seine, la giudice istruttrice torna alle origini della vicenda. Ovvero a una segnalazione, presentata il 25 febbraio 2023 presso il commissariato di Nogent-sur-Marne da una giovane donna, Amélie (il nome è stato modificato).
Davanti agli agenti, Amélie racconta di essersi recata a casa del giocatore la sera precedente, dopo l’una di notte, in seguito a messaggi scambiati su Instagram per diverse settimane. Racconta di aver subito una penetrazione digitale contro la sua volontà, prima di lasciare l’abitazione. All’epoca rifiuta di sporgere denuncia, affermando di voler limitarsi a una segnalazione affinché «altre donne non siano vittime degli stessi fatti», rileva la giudice. Fornisce tuttavia il contatto di un’amica venuta a prenderla in auto, nelle vicinanze della casa di Hakimi, che non desidera essere ascoltata. Il giocatore avrebbe insistito per avere rapporti sessuali.
Il 1° marzo, mentre il caso viene mediatizzato, le due giovani donne accettano infine di essere interrogate. Hakimi viene formalmente indagato il 2 marzo 2023
Le parole di Amelie
«Agli occhi della giustizia è uno stupro, ma io l’ho vissuto più come delle molestie. Non volevo perseguirlo», preciserà durante l’istruttoria. Sempre secondo la giudice istruttrice, una delle due esperte psicologhe che l’hanno esaminata non ha rilevato alcuna reale tendenza all’invenzione, ma ha osservato che Amélie poteva essere stata influenzata da una persona a lei vicina che le aveva consigliato di denunciare i fatti.
Gli interrogativi degli esperti
Interrogativi sollevati dall’esperta sull’atteggiamento e su alcune dichiarazioni della giovane donna
«(L’esperta) rilevava anche uno spirito di vendetta chiaramente espresso, soprattutto diretto contro i media e i giornalisti più che contro l’autore.» L’esperta solleva interrogativi sull’atteggiamento e su alcune dichiarazioni della giovane donna, ritenendo che non fosse «il vocabolario di una vittima di aggressione sessuale», prima di interrogarsi sul suo comportamento durante i fatti e sulla questione dell’espressione del suo consenso. «Non rilevava alcun trauma psicologico», afferma la giudice.
L’indagine prosegue poi con l’audizione dei familiari della parte civile e di Achraf Hakimi. Una giovane donna incontrata dal calciatore la stessa sera dei fatti, poche ore prima dell’arrivo di Amélie, precisa alla polizia di aver rifiutato rapporti sessuali con il giocatore, ma aggiunge che lui non aveva insistito. «Aveva rispettato la sua volontà di non avere rapporti sessuali quella sera e lei aveva poi lasciato il suo domicilio», rileva la giudice.






