Gli arbitri in Serie A si stanno comportando da dilettanti, serve professionalità prima del professionismo

Repubblica: in Atalanta-Napoli e Milan-Parma si sono verificate due situazioni analoghe. Il problema è sempre il solito, manca uniformità.

Atalanta-Napoli Hojlund Atalanta–Napoli 2-1, ovvero rapina per fischio armato calvarese buona fede arbitrale

Cm Bergamo 22/02/2026 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Daniele Chiffi

I match Atalanta-Napoli (2-1) e Milan-Parma (0-1) sono stati molto discussi a causa di decisioni errate prese dagli arbitri. Non è, purtroppo, un caso raro. Ormai quasi ogni weekend si verificano episodi di questo tipo.

Emanuele Gamba su Repubblica scrive:

Non si è ancora attenuato il brusio del caso Bastoni, che gli arbitri hanno vissuto un’altra domenica bestiale: tra Bergamo e Milano a lamentarsi, caso insolito, sono state le squadre più importanti, il Napoli e il Milan, come se ormai i pasticci che stanno caratterizzando questa stagione (questa gestione), non avessero più censo o non fossero più sottoposti a nessun tipo di sudditanza. Il problema è sempre il solito: le discrepanze, la mancanza di uniformità. Atalanta-Napoli, in questo senso, è la fiera evidente della discordanza: il Var (Aureliano) ha messo becco sul rigore che l’arbitro (Chiffi) aveva concesso per il cozzo tra Hien e Hojlund, ma più tardi non l’ha fatto quando il giudice di campo ha annullato un gol al Napoli giudicando invece falloso il contrasto tra gli stessi due giocatori. Avrebbe dovuto intervenire in entrambi i casi o in nessuno dei due, se ci fosse un’uniformità. Invece non c’è e questo manda in bestia i calciatori e soprattutto i dirigenti.

A Milano, sul gol di Troilo, s’è verificata una situazione analoga, ma ormai la moviola si sente autorizzata a giudicare quei contrasti leggeri che, in base al protocollo, dovrebbero essere insindacabile competenza dell’arbitro in campo. Alla fine del campionato non manca molto, giusto il tempo sufficiente per mettere mano alla questione arbitrale e affrontarla con la profondità necessaria. Prima del professionismo, serve la professionalità. E il problema non è che l’arbitro sia formalmente dilettante, ma che talvolta si comporta in maniera dilettantesca. 

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