Osimhen: “Dopo il video su TikTok qualcosa si è rotto, hanno provato a mandarmi a giocare ovunque, mi trattavano come un cane”
Alla Gazzetta: "Con De Laurentiis avevo un patto, non l'ha rispettato. Conte voleva che rimanessi"

Galatasaray's Nigerian forward #45 Victor Osimhen celebrates scoring his team's third goal during the UEFA Champions League, league phase day 4, football match between Ajax and Galatasaray at the Johan Cruijff ArenA in Amsterdam on November 5, 2025. (Photo by JOHN THYS / AFP)
L’attaccante del Galatasaray, Victor Osimhen, in un’intervista al sito della Gazzetta dello Sport ha raccontato i motivi del suo addio al Napoli:
La sua avventura al Napoli non è finita nel migliore dei modi.
“A me dispiace per i tifosi, anche perché io non ho mai parlato di quanto è accaduto. Alcuni di loro si sono presentati davanti a casa mia chiedendomi spiegazioni. Ci siamo confrontati, a loro chiedevo di mettersi nei miei panni. Dopo che il Napoli ha pubblicato quel video su TikTok, qualcosa si è rotto definitivamente”.
Ci spiega il motivo?
“Chiunque può sbagliare un calcio di rigore, chiunque può essere preso in giro per questo. Il Napoli l’ha fatto soltanto con me, tra l’altro con allusioni di un certo tipo. Sono stato vittima di insulti razzisti e ho preso la mia decisione: volevo andare via. Ho cancellato le foto con la maglia del Napoli dal mio Instagram e hanno colto la palla al balzo per mettermi contro i tifosi. E pensare che mia figlia, per me, è più napoletana che nigeriana…”.
Prima che il Napoli pubblicasse quel video, com’era il suo rapporto con De Laurentiis?
“Avevamo un gentlemen agreement in base al quale l’estate successiva sarei potuto partire, ma dall’altra parte l’impegno non è stato mantenuto del tutto. Hanno provato a mandarmi a giocare ovunque, mi trattavano come un cane. Vai di qua, vai di là, fai questo, fai quello… Ho faticato tanto per fare carriera, non potevo accettare quel tipo di trattamento. Non sono un burattino”.
Conte ha provato a ricucire lo strappo?
“Certo, anche se hanno detto in giro che non mi voleva in squadra. Siamo seri? Quale allenatore in quel momento non mi avrebbe voluto? Appena arrivato, Conte mi ha chiamato nel suo ufficio e mi ha detto che era a conoscenza della situazione ma che, nonostante tutto, voleva che rimanessi. Gli spiegai che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui ma ormai avevo fatto la mia scelta: non volevo continuare a lavorare in un posto in cui non mi sentivo felice”.
Cosa le dispiace maggiormente?
“Nessuno si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo. Dopo quel famoso video, Edoardo De Laurentiis mi ha chiamato più volte. Stop. Nel frattempo si vociferava che io arrivassi al campo in ritardo, che litigassi con i compagni… Sono tutte bugie. Mi spiace per i tifosi, però li capisco e li ammiro: supportano il club sempre e comunque. Per loro il Napoli viene prima di tutto”.











