Viviano e il Fondo di fine carriera: “Vogliamo sapere dove sono finiti i soldi”

Ad Adnkronos: "I calciatori durante la loro carriera sono obbligati a versare, insieme alle società, circa il 7,50% su 8mila lordi mensili nel Fondo di fine Carriera. Dovremmo essere tutti più informati.".

Emiliano Viviano

Oggi Adnkronos ci parla del fondo di fine carriera dei calciatori, spiegando cos’è, come funziona e quali criticità può comportare:

“Oltre 150 ex tesserati, tra cui giocatori e tecnici, hanno chiesto di fare chiarezza sul Fondo di fine carriera e, contestualmente, di rendere accessibili i bilanci generati dai contributi versati durante le loro carriere calcistiche. Gli ex tesserati si sono rivolti alla società di consulenza Offside e allo Studio Associato T-Legal Brigida-Vocalelli & Partners per chiedere trasparenza e informazione. L’iniziativa, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa a Roma, nasce dall’esigenza di rendere più consapevoli i professionisti di ieri, oggi e domani rispetto ai loro diritti e più in generale a un tema che impatta sulla fine del loro percorso“.

Cos’è il Fondo di fine carriera?

Adnkronos spiega:

“Il Fondo di accantonamento delle indennità di fine carriera per giocatori e allenatori di calcio, infatti, è un’associazione non riconosciuta, senza scopo di lucro, il cui obiettivo è garantire ai lavoratori sportivi un’indennità di fine rapporto. Dal 1975, data dell’istituzione del Fondo, sono circa 60.000 i tesserati di Serie A e Serie B potenzialmente interessati, ai quali si aggiungono i tesserati dei club di Serie C”.

Tramite i suoi avvocati, Emiliano Viviano, portiere con una lunga carriera tra Serie A, palcoscenici europei e anche un passato in Nazionale, ha avanzato una richiesta formale: ottenere la visione dei bilanci del Fondo di Fine Carriera, approvati secondo quanto previsto dall’articolo 19 dello Statuto, relativi alle stagioni in cui era ancora in attività.

“Ad oggi – ha spiegato l’avvocato Gianmarco Vocalelli è in corso un contenzioso tra Emiliano Viviano e il Fondo di Fine Carriera. La controversia è stata affidata alla competenza del Tribunale di Roma e ora spetta al giudice pronunciarsi con una decisione che potrebbe cambiare radicalmente il rapporto tra i professionisti e il Fondo. La sentenza potrebbe infatti costituire un precedente giuridico di fondamentale importanza, potenzialmente in grado di definire in modo definitivo i confini del diritto di informazione e controllo degli associati, introducendo quella trasparenza che riteniamo indispensabile”.

Le parole di Emiliano Viviano

“Come ex calciatore professionista – ha dichiarato Emiliano Viviano – ritengo che ogni ente o istituzione del sistema calcio debba risultare accessibile al proprio interno tanto quanto ai media e a coloro che ne hanno fatto parte: troppe volte calciatori ed ex calciatori, anche quando desiderano accrescere la consapevolezza dei propri diritti e doveri, sono costretti a fare i conti con sistemi poco aperti, che finiscono per scoraggiare l’interesse e rappresentare un limite alla conoscenza”.

Ed ha continuato:

“I calciatori durante la loro carriera sono obbligati a versare, insieme alle società, circa il 7,50% su 8mila lordi mensili nel Fondo di fine Carriera. Alla fine della carriera possono richiedere le somme che hanno versato, anzi devono richiederle perché nessuno li contatta o li informa. E questo vale per qualsiasi calciatore di Serie A, B e C, anche straniero, che sia transitato solo un anno o anche sei mesi in Italia. Noi chiediamo chiarezza innanzitutto su dove siano finiti tanti soldi dei ragazzi che non li hanno ritirati ma anche come vengono calcolati questi importi”.

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