L’Arsenal dei cyborg ha una caratteristica molto umana: il braccino (Guardian)

"A volte sembrano usciti da Blade Runner o Westworld. Ma sono ancora troppo condizionati dalle attese"

Arsenal Arteta psicologia

Mg Milano 06/11/2024 - Champions League / Inter-Arsenal / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Mikel Arteta

Ansiarsenal. Il gioco di parole scemo è nostro, ma il concetto è di Jonathan Wilson sul Guardian. Come si dice “braccino” in inglese? La sconfitta con il Manchester United non inguaia la classifica dell’Arsenal, che resta pur sempre quattro punti sopra un City non proprio brillante, ma il problema è tutto interno. Mentale.

“Quando una squadra non vince il campionato da 22 anni, una certa dose di catastrofismo è inevitabile – scrive Wilson – Eppure è anche così sconcertante. Questo Arsenal a volte sembra un dramma nella tradizione di Blade Runner o Westworld. Sono assassini cyborg, spietati e implacabili, ma hanno trascorso così tanto tempo in compagnia di esseri umani che hanno iniziato a sviluppare caratteristiche umane, in particolare l’ansia, o almeno un’iperconsapevolezza delle conseguenze di ciò che stanno facendo”.

“Questa stagione la tendenza si è forse attenuata, ma restano una squadra, condizionata forse dalle aspettative dei tifosi che sentono ogni secondo della loro attesa per un titolo, incline a periodi di nervosismo e, a volte, a grandi e inspiegabili scherzi”.

“Ma il calcio moderno non dovrebbe essere così. Il calcio moderno è fatto di dati e formule, di ripetizioni e piani, almeno per come lo vede Arteta. Il suo esercito di cyborg potrebbe avere difficoltà a elaborare l’evidenza che il loro approccio basato sulle prove non è onnipotente. E ora si trovano ad affrontare forse la prova più dura di tutte per l’intelligenza artificiale: una prova di coraggio. Essere i migliori va bene, ma bisogna comunque superare il limite, e questo richiede carattere”.

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