Il ritorno di Conte e Lukaku agita il Chelsea, se ne sono andati sbattendo la porta e col dente avvelenato (Athletic)

Conte prima ha vinto Premier e FA Cup, poi ha fatto causa in tribunale e l'ha vinta. Lukaku ha denunciato il mobbing. Non sarà una partita rose e fiori

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2021 archivio Image Sport / Calcio / Chelsea / Romelu Lukaku / foto Imago/Image Sport

Corsi e ricorsi storici e Napoli-Chelsea è una partita che di storie da raccontare ne ha molte. Amici e vecchi nemici tra le due squadre: Antonio Conte, Romelo Lukaku, Billy Gilmour. E, soprattutto, una qualificazione, mancata, al turno successivo di Champions League. Marzo 2012. Il Napoli pensa di avere in cassaforte il passaggio con il 3-1 dell’andata. I londinesi esonerano Villas-Boas. Arriva Roberto Di Matteo e gli azzurri perdono 4-1 con una grande prestazione di Drogba. Poi il Chelsea vince la Champions. Lo racconta The Athletic prima di passare all’oggi:

“Oggi il rumore del Maradona potrebbe risultare persino più intimidatorio di quello di quasi 14 anni fa. E sarebbe riduttivo considerare Antonio Conte un semplice dettaglio sullo sfondo. È l’uomo che ha riportato il Chelsea a vincere la Premier League nel 2017 e che ha vinto la FA Cup dodici mesi più tardi. Ma è anche l’allenatore che ha trascinato il club in tribunale e vinto una causa per licenziamento ingiusto otto anni fa, dopo mesi di rapporti tesi. Tutto avvenne sotto la gestione Abramovich, quando il proprietario russo dettava legge a Stamford Bridge. Ma Conte, oggi cinquantaseienne, sente ancora il bisogno di dimostrare qualcosa contro una delle sue ex squadre? Potete scommetterci”.

The Athletic prosegue nel suo racconto

“E a proposito di vecchie ferite, un’altra figura dal passato tormentato al Chelsea è appena rientrata dall’infortunio. Romelu Lukaku è ricordato come uno degli acquisti più deludenti nella storia recente del Chelsea. Nel suo primo periodo a Londra, tra il 2011 e il 2014, non segnò nemmeno un gol in 15 presenze. Arrivò appena diciottenne e trascorse due di quelle tre stagioni in prestito al West Bromwich Albion e all’Everton.

Ma il peggio doveva ancora arrivare. Nell’estate del 2021 tornò a Stamford Bridge. Acquisto record da 97,5 milioni di sterline dall’Inter, con l’etichetta di uomo decisivo per il titolo. In realtà, sparì spesso dalle partite. I 15 gol in 44 presenze non furono ciò che irritò maggiormente club e tifosi. Piuttosto fu una clamorosa intervista non autorizzata a Sky Italia. A metà della stagione 2021-22, in cui criticò implicitamente le scelte tattiche di Thomas Tuchel e dichiarò il desiderio di tornare all’Inter nel pieno della carriera. Un disastro comunicativo”.

Il Chelsea lo ha ceduto al Napoli nell’agosto 2024 per 30 milioni di euro, ma solo dopo averlo relegato ad allenarsi lontano dalla prima squadra insieme ad altri esuberi. “Il belga non ha mai nascosto il risentimento per il trattamento ricevuto. Nel marzo scorso, al Corriere dello Sport, raccontò: “Ci facevano cambiare nello spogliatoio delle giovanili. Il club ti dice che non ti vuole più e spesso anche dove andrai a finire, ma se vuoi andartene, anche per motivi seri, non puoi. La tirano per le lunghe fino all’ultimo, ti logorano”.

E i legami non finiscono qui

Poi c’è anche Gilmour che è cresciuto nell’academy del Chelsea. Come De Bruyne.

“Per il Chelsea anche una vittoria a Napoli potrebbe non bastare a entrare nelle prime otto se la differenza reti dovesse giocare a loro sfavore.«Questo club non si è mai lasciato intimidire da nessuna partita” le parole di Liam Rosenior dopo il successo sul Pafos, deciso nel finale da Moisés Caicedo. «Sappiamo che sarà dura. Antonio è un allenatore incredibile. Ma non sono scoraggiato. Il Napoli deve vincere, e questo cambia un po’ la dinamica»”.

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