Il Real Madrid del sacrificio è quello che piace al Bernabeu e ad Arbeloa (El Pais)

Mbappé applauditissimo dopo un recupero in difesa di 80 metri in 9". Arbeloa guarda con soddisfazione i dati di pressing e riaggressioni

Real Madrid's French forward #09 Kylian Mbappe kicks the ball during the Spanish league football match between Real Madrid CF and Getafe CF at the Santiago Bernabeu stadium in Madrid on December 1, 2024. (Photo by JAVIER SORIANO / AFP)

Il Real Madrid non ha mai fatto un pressing così costante e ben fatto. Non è mai stato così attento alla fase difensiva e quando martedì in Champions Kylian Mbappé ha perso il pallone al limite dell’area e il Monaco è partito in contropiede, si è lanciato in un inseguimento furioso di 80 metri fino all’area di Courtois dove, nove secondi dopo lo scatto, all’altezza del dischetto del rigore, ha intercettato il cross di Coulibaly. Il Madrid vinceva già 5-0. ll Bernabéu è esploso in un applauso scrosciante. Lo scrive El Pais

“Nella partita precedente, il pubblico si era lamentato in modo fragoroso, quasi crudele, contro Vinicius. I tifosi avevano fischiato i propri giocatori per molte ragioni, ma una di queste era senza dubbio il risparmiarsi in difesa visto per settimane. La lunga corsa di Mbappé, pur così appariscente, non è stata però un episodio isolato”.

“Negli ultimi sette anni il Real non aveva mai pressato così tanto in Champions League, la competizione dove solitamente si applica di più. Hudlstatsbomb ha registrato 258 azioni di pressing contro il Monaco. Pur senza avere i dati sottomano in sala stampa, Álvaro Arbeloa ha individuato nella dedizione la chiave della riconciliazione tra squadra e stadio: «I giocatori hanno capito che il Real Madrid va oltre gli stili e i concetti tattici. È fatto soprattutto di passione, carattere, mentalità, ambizione e sforzo. Questo è il Real Madrid»”.

Negli archivi statistici appare solo una partita con un dispendio energetico superiore: la vecchia fase a gironi del settembre 2019, al Parco dei Principi (3-0). Quella sera, con Zidane in panchina e in campo Benzema, Bale, Hazard e James Rodríguez, i pressing furono 297.

El Pais continua nella sua analisi

“Il maggior impegno difensivo dell’era Xabi Alonso si era visto nell’ultima partita del 2025 al Bernabéu, con il tecnico ormai a un passo dall’esonero contro il Siviglia. Il dato di sole 95 riaggressioni contro il Celta (0-2), scatenò i fischi del Bernabéu e una riunione d’urgenza dei vertici del club, convinti che Alonso avesse perso il controllo dello spogliatoio”.

“Le cose sono poi migliorate fino alla trasformazione contro il Monaco, alla terza partita di Arbeloa in panchina. Il nuovo tecnico ha detto: «È una vittoria dei giocatori, del loro talento e della mentalità che ci stanno mettendo». Courtois ha poi spiegato che il piano nasce dall’allenatore: «La riaggressione dopo la perdita del pallone è ciò che vuole il mister. Anche i centrali devono accompagnare l’azione; dobbiamo stare corti per non farli correre. È questa la linea da seguire»”.

Anche Tchouaméni ha sottolineato il lavoro collettivo: «Abbiamo pressato come squadra, dagli attaccanti alla difesa». Ben nove giocatori hanno superato le 15 riaggressioni. Mastantuono è stato il più attivo con 36 (suo record nel Madrid), seguito da Bellingham (35), Güler (26) e Mbappé (18).

“Arbeloa, dal canto suo, non manca mai di elogiare Vinicius e Mbappé per il loro sacrificio, ma con una precisazione tattica: «Voglio che siano freschi per attaccare. Non voglio due punte che debbano rincorrere i terzini fino in fondo”. Un chiaro riferimento al compito che Xabi Alonso aveva assegnato a Vinicius nella semifinale di Supercoppa contro l’Atlético, quando il brasiliano non seguì Giuliano fino alla linea di fondo, permettendo il cross per il gol di Sorloth».

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