Il Senegal, il lato oscuro della vittoria in Coppa d’Africa: stipendi da fame e rischio truffa per chi sogna l’Europa

Chi gioca nel campionato senegalese guadagna 500 euro al mese. Reti criminali sfruttano i sogni di club stranieri della gioventù senegalese (Derniere Heure)

Coppa d'Africa

Senegal football supporters celebrate at the Place du Souvenir Africain in Dakar on January 18, 2026 after Senegal won the Africa Cup of Nations (CAN) final football match between Senegal and Morocco played in Rabat, Morocco. Nicolas REMENE / AFP

Clacson, grida di gioia e fuochi d’artificio, mentre i tifosi invadono piazze e grandi arterie del Senegal. Una celebrazione che dura fino al mattino, in un Paese cullato da una certezza: il calcio senegalese oggi è al vertice. Ne scrive Derniere Heure

“Una brillante ascesa della nazionale e delle sue stelle che mette in luce il paradosso del calcio senegalese. Perché dietro il successo dei Leoni si nasconde un campionato locale ben lontano dal reggere il confronto. «In Champions League d’Africa i nostri club giocano una partita, al massimo due, e poi escono» sbotta Ndary, Ndary Aidara. È presidente di un distretto calcistico nella periferia di Dakar. Lo dimostra il divario di notorietà: se i nomi dell’Al Ahly del Cairo o dei fratelli-nemici Wydad e Raja di Casablanca fanno il giro del mondo, il campionato senegalese non ha mai prodotto un club capace di imporsi a livello internazionale. «Abbiamo dirigenti che mancano di visione. Non credono nella trasformazione dello sport in industria, ed è questo il nodo del problema» analizza Chérif Sadio, ex presidente di club e direttore delle partnership dell’istituto di formazione Diambars”.

“Una situazione che colpisce prima di tutto i giocatori. Poca considerazione, stipendi ridicolmente bassi – meno di 500 euro al mese per un calciatore della Ligue 1 senegalese – il campionato locale è diventato un vero deterrente. «In queste condizioni il calcio locale non può funzionare. Appena un giocatore fa una buona stagione ed è notato, se ne va» deplora Chérif Sadio. Quanto basta per creare una fuga di talenti che mina il calcio nazionale. Uno scollamento che alimenta anche le filiere dei falsi agenti e di altri truffatori, che macchiano il mondo del calcio dell’Africa occidentale. Sfruttando i sogni di club stranieri della gioventù senegalese, reti transnazionali hanno moltiplicato le truffe negli ultimi anni”.

“Un ingranaggio che di recente ha gettato il Senegal nel lutto, con la morte lo scorso ottobre di un giovane portiere intrappolato in Ghana dopo aver seguito uno di questi reclutatori. Una morte che ha messo in luce le evidenti falle dell’ecosistema senegalese e le minacce che incombono sui giovani calciatori. Resta da vedere se questa tragedia farà muovere le acque e avvierà riforme in quello che appare come un gigante dai piedi d’argilla: il mondo del calcio senegalese”.

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