Nba Europe, una storia simile alla Superlega? Per ora non c’è niente, ma i Paesi arabi si stanno muovendo
Intanto a Londra quasi 20mila spettatori per Memphis-Orlando. Il Times: “dovrebbe partire nel 2027 eppure al momento non c'è alcuna franchigia”. L'Eurolega stia attenta

The NBA logo is seen outside an NBA fan store in New York on July 8, 2024. (Photo by ANGELA WEISS / AFP)
La Nba accelera sul progetto europeo e sceglie Londra come vetrina del futuro. Le due partite sold out tra Berlino e la O2 Arena hanno mostrato il potenziale di un’idea che punta a ridisegnare il basket nel Vecchio Continente. Tra entusiasmo britannico e scetticismo delle grandi potenze storiche, Nba Europe prende forma sullo sfondo di interessi globali e capitali sovrani. Il 2027 non è più solo un’ipotesi.
Ne scrive il Times.
La data di avvio nell’autunno 2027 viene ancora definita “realizzabile” nonostante una cronica mancanza di informazioni rese pubbliche. La lega dovrebbe comprendere circa 16 squadre, 12 con licenza permanente. Le trattative sono con Londra, Manchester, Berlino, Monaco di Baviera, Lione, Parigi, Milano, Roma, Atene e Istanbul. Le fonti prevedono un costo di un miliardo di dollari per squadra. La reazione della Super League Basketball professionistica britannica è stata entusiasta, considerando le difficoltà che il movimento attraversa nel Paese. Abu Dhabi, che attraverso il City Football Group è co-proprietaria della Co-op Live Arena di Manchester, è in trattative per acquistare una franchigia.
Altrove, nelle nazioni europee con una tradizione cestistica più radicata, la reazione è stata caratterizzata da un forte scetticismo. L’Eurolega, l’equivalente della Champions League calcistica e potenziale grande perdente dall’arrivo di Nba Europe, ha risposto firmando accordi a più lungo termine con i club e arrivando persino a minacciare azioni legali. “Abbiamo sentito solo il piano o i fuochi d’artificio su quanto sarà straordinario, su quanto potenziale ci sia”. Lo ha dichiarato la scorsa settimana Paulius Motiejunas, amministratore delegato dell’Eurolega. “Ma la teoria è una cosa, la pratica un’altra”.
Sembra che, tra le grandi potenze storiche del basket europeo, solo il Real Madrid abbia un interesse a lasciare l’Eurolega per la Nba. Anche il Paris Saint-Germain, di proprietà qatariota, è in trattativa. A Londra si è avvertita una palpabile mancanza di dettagli su Nba Europe: nessun club o giocatore confermato, nessun accordo sui diritti media, nessuna indicazione sui prezzi dei biglietti.
Una posizione singolare per un’operazione che dovrebbe partire tra 18 mesi. Adam Silver, commissioner della Nba, commenta: «Siamo dove pensavamo di essere a questo punto. Poiché si tratta di un’impresa enorme, il 2027-28 è ambizioso ma resta un obiettivo potenziale per questa lega. Riteniamo che sia fattibile”.
Prosegue il Times:
In un recente incontro con le squadre Nba, Silver ha sottolineato come il basket europeo soffra di un modello economico inefficiente ma che, se la Nba non interverrà per correggerlo, lo farà qualcun altro. Un riferimento, presumibilmente, agli Stati del Golfo e ai loro fondi sovrani.
Con 450.000 tifosi registrati per i biglietti delle partite di Londra e Berlino, l’interesse in Europa sembra certamente esistere. I 18.424 spettatori che hanno visto Memphis battere Orlando 126-109 alla O2 Arena potrebbero essere stati testimoni dell’inizio di una rivoluzione sportiva.











