Pedri è maestro di un’arte quasi perduta: quella della pausa. Sa quando rallentare il ritmo del gioco, reinventando tempo e spazio

L'analisi di Valdano sul Pais. Lo stesso Pedri aveva dichiarato al quotidiano: «Un giocatore ha sempre un secondo in più di quanto crede»

Pedri Qatar 2022 real Barcellona

Db Barcellona 12/10/2022 - Champions League / Barcellona-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Pedri

Pedri non è solo talento: è maestro della “pausa”, quella capacità di rallentare il gioco per creare spazi e tempo, trasformando ogni azione in opportunità. La splendida analisi di Valdano sul Pais.

Pedri, maestro della “pausa”: i dettagli

Ecco l’analisi di Valdano sul Pais:

“Si dice che la pausa sia scomparsa vittima del vortice del calcio moderno, ma non è vero. La pausa c’è ancora, come sempre. Quello che accade è che se l’è presa tutta Pedri. La pausa è un’azione individuale che consiste nel rallentare il ritmo del gioco per reinventare tempo e spazio. Difficile da capire, e altrettanto difficile da realizzare. Tempo fa, Pedri disse a El Pais qualcosa che passò inosservato: «Un giocatore ha sempre un secondo in più di quanto crede».

“Nella sua zona amministra il pallone: a volte trattenendo il gioco, altre accelerando e sempre chiarendo le situazioni. È allora che le sue idee si allungano come se ricordasse che esiste una porta da attaccare. Accompagna l’azione e, dalla trequarti in avanti, emerge un altro Pedri. Il centrocampista, stratega, diventa mezzapunta, destabilizzatore con una missione creativa: aggiungere pericolo alle azioni. Mescola gioco corto e lungo, cambia fronte per servire Lamine da una parte e Raphinha dall’altra, infila palloni in spazi che solo lui vede nelle aree affollate, o fa i cosiddetti «passaggi a rete», azioni in cui sembra pensare prima del portiere e prima di noi spettatori. “

“Mi ha colpito a prima vista, e non sorprende, perché è nato con questo talento. E come nel primo anno al Barça risultava affascinante per tutti, è stato spremuto come un limone. Lo ha pagato con infortuni che hanno ritardato la sua esplosione e, in un calcio sempre più fisico, hanno fatto dubitare della sua evoluzione. Oggi il fisico lo accompagna e il suo raggio d’azione è molto ampio. Si è rafforzato senza perdere qualità calcistiche. Da allora ci sono più Pedri, perché il tempo ha moltiplicato il giocatore. In un campo di 100 per 70 non lascia angolo scoperto.”

“Quell’aura di dominio conquista il pubblico, che canta il suo nome più per evocarlo che per incitarlo. Accade sia al Barça che in Nazionale. Come se il suo stile contribuisse a tranquillizzare la gente. Effetto della pausa, espressione di saggezza che ha fatto sua. Rifugio in tempi di guerra, oggi Pedri torna per stupire e rilassare chi lo guarda.”

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