Ndoye a Bologna girava con le maglie nell’automobile nel caso incontrasse tifosi che gliele chiedessero (Guardian)

«A volte un piccolo gesto può fare una grande differenza. La mia esultanza? Richiama il Senegal e le mie radici africane». Oggi l'esordio in Premier League

Ndoye Bologna

Mp Bologna 30/11/2024 - campionato di calcio serie A / Bologna-Venezia / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: esultanza gol Dan Ndoye

Ndoye è passato al Nottingham Forest dopo la trattativa con il Napoli. Il Guardian gli dedica un ritratto-intervista. Oggi il Nottingham Forest esordirà in Premier in casa contro il Brentford (ore 15).

“Ammette che dovrà adattarsi all’intensità della Premier League, ma il suo inglese ha bisogno di pochi ritocchi.” «Guardavo sempre film come Harry Potter o Il Trono di Spade. Ogni volta che posso guardo qualcosa in inglese – con i sottotitoli in francese – e questo mi aiuta».

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Dal vano portaoggetti al ringhio da leone: il ritratto di Ndoye (Guardian)

Il Guardian mette in risalto le origini del giocatore e la sua grande umiltà: “Durante le sue due stagioni al Bologna, Ndoye teneva alcune maglie – con il suo nome e numero sul retro – nella sua auto, nel caso in cui incontrasse dei giovani tifosi in giro per la città. Naturalmente, aveva sempre una penna a portata di mano per gli autografi. È un dettaglio che incarna bene il suo carattere umile, che traspare mentre parla del suo trasferimento da 35 milioni di sterline al Nottingham Forest quest’estate.” «Se qui posso regalare un paio di maglie, lo farò con piacere», dice. «A volte un piccolo gesto può fare una grande differenza».

Racconta anche l’origine della sua esultanza: “Da bambino idolatrava Neymar, ricevere una maglia firmata da uno dei suoi idoli era un sogno. Ndoye tiene molto alle sue radici africane – visita la nonna a Dakar quando il tempo glielo consente – e le ha incorporate nella sua esultanza ormai diventata un marchio di fabbrica, in cui imita un grande felino che ringhia mostrando gli artigli.” «Mi chiedevo sempre: “Che tipo di esultanza posso fare che mi rappresenti?” La nazionale del Senegal è conosciuta come i Leoni della Teranga e mia madre, fin da quando ero bambino, mi ha sempre chiamato il suo piccolo leone, perché ogni volta davo sempre il massimo».

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