Jacobs: «C’è voluto tempo per capire che avevo una lesione al nervo sciatico, mi bloccava la schiena»

L'intervista di Repubblica in occasione dei Mondiali: «La serie Netflix? Un'ottima idea per far capire cosa c'è oltre i 9 secondi della gara»

Olimpiadi Jacobs

Monaco di Baviera (Germania) 16/08/2022 - Campionati Europei Atletica Leggera / foto Imago/Image Sport nella foto: Lamont Marcell Jacobs ONLY ITALY

Nella sede della Puma lo chiamano Mistery Man. Si tratta di Marcell Jacobs, il campione olimpico ed europeo dei 100 metri sta uscendo da un periodo estremamente buio. Nell’ultimo anno, ha gareggiato una sola volta, a Parigi. Poi il recupero da un pesante infortunio. Adesso è a Budapest per i Mondiali, dove domani sera correrà la batteria dei 100 metri ma il suo ritorno in pista è un’incognita. Repubblica lo ha intervistato:

«Non vengo per partecipare. Certo non sarà facile, anzi diciamo pure che sarà complicato, ma questo Mondiale lo voglio portare a casa. Per tutto maggio non ho potuto allenarmi, è stata una bella botta, fisica, ma soprattutto mentale. Molto frustrante. A Parigi ero incerto, avevo dolori e tensioni, non ci ho dato tanto peso e ho peggiorato la situazione. Questo mi ha fatto capire che dovevo fermarmi. Non riuscivamo ad individuare il problema, c’è voluto tempo per capire che era una lesione al nervo sciatico che mi bloccava anche la schiena. Non potevo né correre né stare seduto sul divano».

Anche le scarpe erano diventate un problema, la Puma però ha collaborato a risolverlo:

«Nel loro quartier generale in Germania hanno studiato il mio piede, perché la mia corsa è diversa da quella degli altri, e apportato le modifiche. Ognuno ha il suo stile».

La novità di Marcell Jacobs è la serie Netflix sulle sue imprese:

«La trovo un’ottima idea far vedere cosa fanno gli atleti al di là dei loro 9 secondi e qualcosa. I cento sono la gara più breve del mondo, noi da dentro la vediamo in un certo modo, ma c’è dell’altro. Non sarebbe male riuscire a cambiare estetica, far interessare più persone, creare dei fan».

 

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