Per De Laurentiis “Pelè è meglio è Maradona”

Un vecchio insegnamento per chiunque ambisse a diventare giornalista era: leggi, leggi, leggi; quando trovi un giornale, sfoglialo e leggilo, sempre. E noi, che in fondo siamo sempre stati obbedienti, ci siamo attenuti alle direttive. Che siamo in Italia o all’estero, dal barbiere o da un’autoconcessionaria. Figuriamoci fuori a uno stadio prima della partita del Napoli. E così, ieri pomeriggio, in compagnia del prode d’Esposito, mentre attraversavamo a piedi l’esterno della curva Fiesole brulicante di tifosi viola, abbiamo raccolto l’invito dei tradizionali strilloni. Tra le mani mi è capitato “il Brivido Sportivo – stadio”, con la presentazione di Fiorentina-Napoli e la copertina dal titolo il Colore viola, con Della Valle (Andrea) e De Laurentiis (Aurelio). Ovvio il riferimento alla battuta del nostro presidente poco gradita dalla società gigliata. Fin qui, tutto nella norma. La sorpresa è arrivata sfogliando il magazine. A pagina 18, per la precisione, dove per la rubrica “Calcio anch’io”, Enrico Zoi intervista il nostro presidente. Leggiamo che la conversazione è avvenuta davanti all’Odeon di Firenze, in occasione della non meglio specificata rassegna “Goal!”. Cominciamo a leggere – si tratta di un’intervista sui due amori del nostro Aurelio, calcio e cinema – e verso la fine ci imbattiamo nella seguente domanda: il suo campione preferito? Ecco la risposta: “So di rischiare di essere banale, ma, venendo dal cinema, è chiaro che pensi a Fuga per la vittoria, dove c’era Pelè che giocava, un film non bellissimo ma cinematograficamente valido sul piano emozionale. Mi ricordo – prosegue il presidente – che fin da bambino sentivo il nome di Pelè alla radio. Poi, certo, Maradona è stato un mito. Oggi sono più propenso a giudicare una squadra nel suo insieme che non il singolo campione”.

Fondatore del Napolista, ha scoperto di sentirsi allergico alla faziosità. Sogna di condurre il Bollettino del mare di Radio Rai. E di girare - da regista - un porno intitolato “La costruzione da dietro”. Si è convertito alla famiglia: ha una moglie, due figli, un cane. E tre racchette, ovviamente da tennis.

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