Il calcio sta tornando ai calciatori: De Bruyne, Malen ma anche Cissè. Vuoi vedere che ha ragione Allegri?
Il gesto tecnico incide più della visione tattica. È presto per dirlo ma la prima giornata di campionato sembra andare in questa direzione

Mg Genova 22/08/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Kevin De Bruyne
Il calcio sta tornando ai calciatori
Kevin De Bruyne col Napoli. Malen-Dybala con la Roma. Calhanoglu e company con l’Inter. Cissè col Milan. Frattesi con la Lazio. E così via. Nella prima giornata di Serie A più che il gioco si sono visti i giocatori con la loro tecnica per sbloccare le partite. E se avesse, dunque, ragione il Conte Max? Chi ha i calciatori forti può vincere.
Dopo questi di sbornia per il tikitaka estremo con partite giocate in orizzontale per 70 minuti siamo forse a un ritorno al futuro dove il modulo non deve ammazzare la tecnica individuale. Nella filosofia politica del ‘900 si diceva che Marx non sarebbe mai stato marxista. Magari l’adagio di non aderire ciecamente al proprio pensiero vale pure per il profeta Pep Guardiola che, ben oltre ogni osservanza ideologica, quel gioco lo ha sempre proposto avendo, appunto, calciatori fortissimi dal Barca al City.

È un segnale anche per la Nazionale di Mancini
Ed è questo anche un segnale che serve alla Nazionale ferma da 20 anni e fuori da tre mondiali consecutivi. Vergara, Esposito, Romano, lo stesso Cissè. E Liberali che a Udine ha mostrato già numeri importanti. Ci sono poi Frattesi e Palestra al Chelsea insieme a tutta la comitiva che affolla i campionati esteri.
Vedremo se è fuoco di paglia di un calcio ancora agostano o quello che sembra essere davvero un nuovo trend capace di rimettere a posto le cose nel calcio italiano a cui manca qualità, quei funamboli e numeri 10 che arrivavano da tutto il mondo.