Vergara il primo agosto non da gavetta: i sacrifici fanno parte del suo bagaglio
Celebrato dal Corsport. A Genova si è preso la scena con l'assist di tacco a De Bruyne (e poi col gol del 2-0). La Gazzetta: "Vergara si diventa, prendendo a spallate ogni forma di timidezza". La Nazionale lo attende

Napoli's Italian midfielder #26 Antonio Vergara (C) celebrates with teammates after scoring his team second goal during the Italian Serie A football match between Genoa CFC and SSC Napoli at the Luigi-Ferraris stadium in Genoa on August 22, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)
Quel colpo di tacco a Genova
Antonio Vergara. A Genova, sabato sera, è stato l’attore non protagonista che ha conquistato l’Oscar della serata. Il protagonista è stato De Bruyne. Ma subito dopo c’è stato lui. Il 23enne di Frattaminore che ha aperto le porte al discusso del gol del belga con un assist di tacco degno del Moma del football. E poi ha chiuso il match andando a chiudere il passaggio di Kevin su contropiede rilanciato proprio da Antonio. Senza dimenticare la diagonale difensiva di quaranta metri.
È la prima estate lontano dalla gavetta. La prima estate da possibile protagonista. Non in Serie B. Non nelle retrovie. Ma con la prospettiva di una convocazione in Nazionale.
Ricorda il Corriere dello Sport che sono lontani i tempi in cui l’arbitro Mariani, in Juventus-Napoli, si rivolse a lui in inglese credendo che fosse stranieri. Adesso lo conoscono tutti.

Come scrive Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport:
“Da quando Antonio ha segnato la prima volta con il Napoli al Maradona, al Chelsea in Champions con tanto di spettacolare ruleta in mezzo all’area, non ha mai più smesso di essere decisivo: nelle ultime dieci partite è entrato in 8 delle 17 reti della squadra con 4 gol, 3 assist e un rigore procurato”.
Vergara si diventa, prendendo a spallate ogni forma di timidezza
Per tutta l’estate Allegri lo ha provato mezzala. Poi, però, a Genova lo ha sistemato nella casella destra del tridente. Come nella Reggiana.
Ma – come scrive il Corsport – “Vergara è un centrocampista offensivo moderno, duttile e in costante evoluzione”.
Se ne occupa anche la Gazzetta dello Sport con Antonio Giordano:
“Vergara si diventa, prendendo a spallate ogni forma di timidezza, sistemando quella (tenera) faccia da scugnizzo in ogni angolo del campo, facendo un po’ come a Marassi, uno-due di tacco per De Bruyne e contropiede sempre con Kdb (e finta di Lucca), per chiuderla. Però prima, tra le pieghe d’una evoluzione, c’è il senso autentico del sacrificio tra la Pro Vercelli in C (34 partite e 3 gol) e la Reggina in B (39 partite e 6 reti), la scalinata da scalare per accedere alle porte del Paradiso, ch’è Napoli”.