Guardiola è il Tupac della Premier, “morto” lui è tornata “l’atrofia calcistica del possesso palla”

Il Guardian massacra il possesso palla e individua una nuova tendenza dopo la prima giornata di Premier fatta di "impressionante fisicità mirata, e blitz studiatI"

Guardiola è il Tupac della Premier, “morto” lui è tornata “l’atrofia calcistica del possesso palla”

Db Manchester (Inghilterra) 18/09/2025 - Champions League / Manchester City-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Pep Guardiola

Scrive un ispiratissimo Barney Ronay sul Guardian che la Premier è ripartita in una straniante fase di lutto. Non c’è più Guardiola, ma Guardiola è ovunque. Come quando in Italia c’era un “Dio c’è” su ogni cartello stradale. Per Ronay Guardiola è diventato tipo Tupac, il rapper ucciso ormai icona. “Pep continuerà a fare così, pubblicando nuovo materiale, nuove hit, album di platino postumi? Un uomo calvo, magro e carismatico che continua a pubblicare i suoi nastri inediti. Ma è davvero morto?”. D’altra parte ora al suo posto c’è Maresca, definito il ” Coolio per il suo Tupac, i cui metodi sono ancora in gran parte di ispirazione puramente pep, basati sul controllo della palla e su un posizionamento rigido, come l’ultimo soldato che combatteva ancora la seconda guerra mondiale nascosto in un cespuglio a Iwo Jima nel 1976″.

L’ultimo soldato Maresca

Ronay dice che la prima giornata di Premier è stata come un rimbalzo post-Pep. E ne approfitta per seppellire definitivamente il maledetto possesso palla. Scrive: “In sei delle nove partite giocate da venerdì a domenica, una squadra ha avuto un possesso palla nettamente superiore pur non riuscendo a vincere. Il Liverpool ha avuto il 60% di possesso palla e 27 tiri in porta, ma è riuscito a strappare un pareggio a fatica e, francamente, ha giocato in modo piuttosto disordinato. Il Manchester United ha avuto il 71% di possesso palla ed è stato nettamente sconfitto dall’Hull. Il Tottenham ha avuto il 60% di possesso palla e ha perso 3-0. Il Nottingham Forest ha avuto il 56% e ha perso. Il Sunderland ha avuto il 62%, il Crystal Palace il 58%, ed entrambi hanno perso”.

Chelsea Maresca Napoli

“Il possesso palla puro può anche risultare noiosamente avverso al rischio, una sorta di atrofia calcistica in cui tutti restano seduti a tremare sulla linea laterale come uno sciame di meduse spiaggiate al crepuscolo. Lo spettacolo è più avvincente quando l’attenzione si concentra sulle transizioni che si verificano ai lati e durante le azioni di passaggio”.

“Potrebbe non significare assolutamente nulla. La situazione potrebbe ribaltarsi completamente prima di settembre. Inoltre, è importante notare che le statistiche basate sul possesso palla raramente hanno determinato con certezza chi avrebbe vinto una partita. Le squadre migliori tendono sempre ad avere il possesso palla per la maggior parte del tempo, falsando così le statistiche complessive”.

Il possesso palla è l’opposto della buona salute

E poi, si sa ormai, “il possesso palla si è rivelato un indicatore di vittoria molto meno affidabile rispetto, ad esempio, ai gol previsti, il che la dice lunga sull’efficacia di un sistema. Mentre il semplice mantenimento del possesso palla è spesso segno dell’opposto di una buona salute, del calcio come un attacco d’ansia collettiva, là fuori a giocare con il rosario, calpestando l’erba a forma di ferro di cavallo mentre gli avversari si preparano per il blitz decisivo”. Amen.

Ronay coglie più che altro una nuova tendenza, già vista ai Mondiali: “la sensazione di due tempi distinti, di attaccanti entrati in campo, di un alternarsi tattico frammentato ed episodico in risposta ai cambiamenti di punteggio e di andamento della partita. Forse è questo il calcio di oggi. Fatto da “un livello impressionante di fisicità mirata, transizioni blitz studiate a tavolino, gruppi di giocatori che scattavano improvvisamente in avanti in formazione in corrispondenza di determinati eventi scatenanti”. “Questo schema si è ripetuto anche altrove: partite caratterizzate da rapidi contropiedi, da giocatori potenti scelti per la loro capacità di vincere i duelli e di portare palla, e un fine settimana che è sembrato un’ulteriore intensificazione del percorso della Premier League verso l’iper-fisicità”.