Trump come Mussolini, il Financial Times sul caso Balogun

Sembra incredibile eppure rispetto ai suoi affari e ai dossier di guerra e pace, è probabilmente il gesto di Trump che il mondo intero ha notato di più.

Trump come Mussolini, il Financial Times sul caso Balogun

US President Donald Trump gestures during the award ceremony for the FIFA Club World Cup 2025 Champions, following the final football match between England's Chelsea and France's Paris Saint-Germain at the MetLife Stadium in East Rutherford, New Jersey on July 13, 2025. (Photo by ANGELA WEISS / AFP)

C’è una lettura del caso Balogun che sposta il punto di vista, e la firma il Financial Times: la telefonata di Trump alla FIFA non è un episodio da cronaca sportiva, ma una delle sue mosse più viste al mondo. Nell’analisi di Edward Luce su FT, a confronto con la corsa incessante del presidente a moltiplicare la ricchezza di famiglia e con i grandi dossier internazionali, l’intervento sul Mondiale potrebbe passare per “una nota a piè di pagina”. E invece è vero il contrario.

Il dettaglio che tutto il mondo ha visto

Perché il calcio, in fondo, è il linguaggio universale. Un capo di Stato che telefona per far cancellare la squalifica alla stella della propria nazionale lo capiscono tutti — dal bar allo stadio, in ogni fuso orario — molto più di una manovra finanziaria o di un vertice diplomatico. Per questo, scrive Luce, quella che sembrava una vicenda minore è probabilmente “una delle sue azioni più notate a livello globale”, quelle che arrivano davvero alla gente comune. Un paradosso: il gesto in apparenza più piccolo diventa il più visibile. Tra l’altro pure inutile, visto che gli Stati Uniti hanno perso comunque 4-1 col Belgio.

Folarin Balogun

Il danno al soft power americano

La conseguenza, secondo il FT, è concreta e costosa: Trump “ha danneggiato gravemente il soft power americano”. Se gli Usa avessero eliminato il Belgio grazie al destro di Balogun, sarebbe stato un mormorio transatlantico senza fine; per il resto del mondo, invece, lo scandalo è già archiviato come “normale amministrazione”. È lo stesso clima per cui la UEFA ha parlato di “linea rossa” superata e per cui, dopo anni di ironia, i tifosi hanno smesso di ridere delle stranezze della FIFA.

E il precedente storico pesa

A dare la misura di quanto sia grave l’ingerenza c’è anche un dettaglio storico che Luce non si lascia sfuggire: l’ultima volta che un rosso venne ribaltato a un Mondiale per pressioni “dall’alto” fu in Cile nel 1962, ma per trovare un capo di Stato che intervenne pubblicamente a favore della propria squadra bisogna risalire al 1934 di Mussolini, con l’Italia fascista ospitante e vincitrice — un parallelo già evocato nei giorni scorsi. Ma il vero colpo di Luce è un altro: mostrare come un episodio da “nota a margine” sia diventato il biglietto da visita globale della presidenza Trump. Il calcio, ancora una volta, come specchio del potere.