Rabiot, Cardinale fa muro, non vuole rafforzare il Napoli di Allegri

Secondo la Gazzetta il vero freno a Rabiot-Napoli è Cardinale: il Milan non vuole cederlo a una rivale e Amorim lo blinda da mediano nel 3-4-2-1. Per gli azzurri due sole vie: un incontro con Véronique o un'offerta forte dopo la cessione di Anguissa.

Rabiot, Cardinale fa muro, non vuole rafforzare il Napoli di Allegri

Mg Milano 10/05/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Atalanta / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Adrien Rabiot

La telenovela RabiotNapoli cambia protagonista. Se finora l’ostacolo sembrava soprattutto l’entourage del francese — con la mamma-agente Véronique a frenare per l’eccesso di concorrenza a centrocampo —, ora, come racconta la Gazzetta dello Sport (Andrea Ramazzotti), il freno più netto arriva dall’alto: da Gerry Cardinale in persona.

Rabiot al Napoli: il no di Cardinale

Il numero uno di RedBird vuole tenere Adrien e non ha alcuna intenzione di mandarlo a rinforzare il Napoli di Allegri, che sul francese lavora da tempo. La presa di posizione, spiega il quotidiano, è chiara: anche se il giocatore puntasse a lasciare Milano (ipotesi non scontata) o se un club lo volesse a ogni costo — e non c’è solo il Napoli ad aver sondato —, l’americano non intende farsi mettere con le spalle al muro. A Casa Milan la parola finale sulle cessioni è la sua, e al momento la chiusura alla partenza è totale. Il motivo è anche tecnico: nel 2025-26 Rabiot è stato tra i più continui, con 6 gol e 5 assist in 29 gare di Serie A.

Cardinale Milan RedBird direttore sportivo congerton cogerton

 

Amorim lo blinda: sarà mediano nel 3-4-2-1

A rendere il muro ancora più alto c’è il nuovo allenatore. Ruben Amorim gli ha già riservato un posto da titolare: uno dei due mediani nel suo 3-4-2-1, lo stesso ruolo che Deschamps gli ha cucito addosso con la Francia in questo Mondiale — un’evoluzione che avevamo già raccontato, meno mezzala e più centrale di lotta e copertura. Il tecnico portoghese “stravede” per l’ex juventino, e difficilmente darebbe il via libera a privarsene. Tradotto: servirebbe un’offerta fuori mercato per convincere il Milan a ragionare. Il futuro del giocatore, comunque, si deciderà solo dopo il Mondiale, quando Rabiot rifletterà “a mente sgombra“: ha un contratto fino al 2028 e nessuna voglia, oggi, di rompere con il club.

Le due strade (in salita) per il Napoli

Cosa resta, allora, agli azzurri? La Gazzetta ne indica due, entrambe strette. La prima: che sia la stessa Véronique — reduce da un pranzo col figlio a Boston per parlare di futuro nella doppia veste madre-agente — a chiedere un incontro in via Aldo Rossi per forzare la situazione. La seconda, più concreta: che il Napoli, dopo aver ceduto Anguissa, presenti una proposta importante per il cartellino. Perché il tema, per gli azzurri, è sempre lo stesso: prima vendere, poi comprare. Allegri, dal canto suo, osserva interessato: ha già allenato Rabiot a Torino e a Milano e lo rivorrebbe sotto il Vesuvio. Ma, avverte la Gazzetta, “Cardinale a Max un favore non intende farlo: prima di tutto c’è il Milan”. Ed è questo, oggi, il vero ostacolo.