Il mercato del Napoli: da “strapagare pur di comprare” a “prima vendere e valutiamo bene la rosa”
È il passaggio da Conte ad Allegri. Mercato sprecone lo scorso anno (tutti danno la colpa a Conte, tanto non c'è più). Il Napoli non vuole sbagliare due volte. Non casca il mondo senza Gila e Khalaili. C'è sempre tempo per fare mercato, basta avere idee e saper accelerare

Cm Parma 12/04/2026 - campionato di calcio serie A / Parma-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Giovanni Manna
Le parole di Manna a inizio mercato del Napoli
Il Napoli ha le mani e i contratti legati. È stato chiaro il ds Giovanni Manna nelle sue parole a inizio mercato: “se non si vende, non si compra”. Le sue dichiarazioni sono rimbalzate anche se non tantissimo. Il ds non è ancora uno che buca lo schermo. Ma i suoi concetti furono cristallini.
Il Napoli sta pagando a caro prezzo l’autolesionistico mercato dello scorso anno. Con calciatori rivelatisi modesti che furono strapagati per farli arrivare subito e metterli a disposizione di Conte. Sappiamo com’è andata a finire. Lucca e Lang andarono via a gennaio. Beukema è stata una comparsa. Gutierrez non ha inciso. Marianucci non pervenuto. De Bruyne un fantasma. Sono in due hanno giocato con regolarità: Milinkovic Savic e Hojlund, ciascuno assegna loro il giudizio che crede.

Fatto sta che il Napoli spese una tombola per un mercato che i detrattori di Conte definiscono tutta opera del tecnico salentino. Se così fosse, saremmo in presenza di un club che si dissangua seguendo ciecamente il proprio allenatore pur non essendone convinto. Non benissimo. Fatto sta che adesso il Napoli è passato da un eccesso all’altro. Lo scorso anno spese molto più del dovuto per calciatori che non meritavano mentre la grancassa mediatica spacciava quello del club azzurro per un mercato faraonico. Adesso è tutto fermo e a quanto pare il mercato del Napoli starà fermo a lungo. Perché se la priorità è vendere, in rosa ci sono 47 calciatori, ci vorrà tempo anche perché quasi nessuno – tranne il Napoli dello scorso anno – compra a luglio. Soprattutto se si tratta di calciatori non proprio di primissimo livello. Pensiamo a Lindstrom e compagnia.
Altri, magari, sono da testare. Lucca, Beukema e altri potrebbero non essere così male. Meglio una riflessione in più che una cessione sotto costo di cui pentirsi poi. È una delle tante differenze tra Conte e Allegri: due allenatori che si somigliano nei principi ma che si distinguono tanto nell’applicazione di questi principi.

C’è sempre tempo, la manodopera nel calcio non manca mai
Quindi sì Manna aveva bloccato Gila e Khalaili ma poi non ha potuto concludere. E sarà così anche per altri calciatori. Probabilmente il Napoli mai avrebbe potuto offrire a Gila 5 milioni netti come ha fatto il Milan. E il Napolista a Khalaili preferirebbe mille volte Favasuli. Lo abbiamo scritto, ci piacerebbe un mercato diverso del Napoli. Un mercato in cui risaltasse l’esperienza Next Gen del direttore sportivo che ha questa specializzazione: era il suo lavoro alla Juventus e lo ha portato avanti con ottimi risultati (anche se in tanti dicono che la vera anima fosse Tognozzi).
Allegri decida presto cosa fare con i belgi. Anche qui, senza guardare al curriculum ma alla cruda realtà. Il mercato non è detto che debba essere fatto a luglio. O a giugno. va bene anche ad agosto, pure l’ultimo giorno (pensiamo ad Anguissa, McTominay, Neres, Lukaku). Sono sciocchezze – a nostro avviso – quelle sull’integrazione nel gruppo e amenità simili. Il calciatore arriva e gioca. Senza tante storie. Nel calcio la manodopera non manca mai. Con idee e duttilità mentale, c’è sempre tempo di fare mercato. Basta essere rapidi nelle decisioni. Ragionare per compartimenti stagni ricorda l’ottusità della burocrazia. Lo scorso anno si comprò tanto pur di comprare; quest’anno l’esatto contrario. La ragionevolezza e il buon senso sono due ingredienti che non guastano mai.
