“Pirlo in pole, Guardiola resiste”: la corsa alla panchina dell’Italia è come il Sottosopra di Stranger Things
O come "La corsa più pazza del mondo", fate voi. La Gazzetta: "Il profilo di Pirlo sembra rispondere più degli altri". A cosa?

Mg Genova 11/08/2024 - Coppa Italia / Sampdoria-Como / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Andrea Pirlo
“Pirlo in pole, Guardiola resiste”. Fa già ridere così. Il calcio italiano senza Mondiali è una specie di Sottosopra di Stranger Things, una realtà parallela dove succedono cose – appunto – stranissime. Un posto nel quale il nuovo gioco dell’estate – trova un commissario tecnico alla Nazionale – sta ormai volgendo al termine. Malagò finora è stato bravissimo a trasformare una crisi in uno spettacolo pop. Siamo al teaser trailer, quasi pornografico: Pirlo – scrive la Gazzetta – è il favorito, dietro insegue gente dal curriculum insignificante tipo Guardiola, Conte e Mancini. Non può essere vero, si ripetono tutti gli analisti anche oggi. Malagò sta scherzando con noi, è evidente. E allora stiamo al gioco, e vediamo a che punto siamo.
Il grande gioco dell’estate
Scrive la Gazzetta (che pure ha preso posizione sul no, con un editoriale di Fabio Licari): “Dopo l’inizio dei colloqui a tre – Malagò, Maldini, Leonardo – il profilo di Andrea Pirlo sembra rispondere più degli altri a ciò che hanno in testa il presidente della Figc, il direttore tecnico e numero uno del Club Italia e il suo “consigliere”. Il tempo del ct azzurro – lo sarà per il quadriennio fino al Mondiale 2030 – è arrivato perché entro l’inizio della prossima settimana sarà noto il verdetto: condiviso ci tiene a sottolineare Malagò, condiviso dentro un metodo mai visto prima“.

Scrivono che con il nuovo corso “la parte tecnica avrà un peso specifico ingombrante, forse il più ingombrante. Così si va avanti nel dialogo e nelle riflessioni a tre e si va avanti con il nome del già citato Pirlo non più sorpresa, ma serio candidato alla panchina della Nazionale”. C’è dell’umorismo involontario.
La Gazzetta spiega che “Conte rispondeva alla necessità di puntare su un ct capace di arrivare al traguardo in un niente”, che “Mancini ha quella visione che si avvicina ai pensieri di Maldini e Leonardo, ma ha anche una storia che lo mette davanti a se stesso e alle sue, giuste convinzioni”, che Guardiola “intriga a tal punto che non si è ancora esaurita la ricerca di quella compatibilità nei conti indispensabile per chiudere il cerchio” (insomma costa troppo e non sanno dove sbattere la testa), e allora ecco che vince la succitata “parte tecnica ingombrante”: “meglio, così, virare su un giovane, comunque vincente“.
“Un tecnico ancora alla ricerca della vera felicità”
Ovviamente il Pirlo “vincente” era quello col pallone tra i piedi, ma una volta tradotto in panchina Gattuso a confronto passerebbe per Ferguson. Ora lo si può raccontare in un’altra veste. La Gazzetta per esempio scrive che è “un tecnico ancora alla ricerca della vera felicità”. Tipo Will Smith nel film di Muccino.
“Maldini e Leonardo hanno trasferito a Malagò le loro prime riflessioni, Malagò le ha recepite e, ora, si passa al secondo tempo della partita. Malagò ha deciso di riscrivere il cerimoniale. Giovedì prossimo, 23 luglio, il vertice del nuovo Club Italia sarà presente a Milano quando l’Assemblea di Lega ne ascolterà i programmi e il progetto: Maldini spiegherà la sua rivoluzione, Leonardo il suo ruolo da advisor”. E i due racconteranno ai presidenti di Serie A anche come sono arrivati alla scelta del nuovo ct”. Auguri.
Anche perché, ricordiamolo, i club di Serie A poi decideranno “se e come contribuire all’eventuale ingaggio del commissario tecnico in forme da trovare”. Vedremo se e come vorranno pagare lo stipendio del commissario tecnico Pirlo, alla ricerca della felicità.