Il Times: “Infantino ridotto ad anatra zoppa”. Dopo Balogun, alcune federazioni europee gli tolgono il sostegno
Il caso della squalifica revocata a Balogun non è solo un episodio. Ma per la Bbc lui ha già i voti necessari per la rielezione: Asia, Africa e Sudamerica sono dalla sua parte

FIFA president Gianni Infantino gives a thumbs up ahead of the 2026 World Cup Group D football match between USA and Paraguay at the Los Angeles Stadium in Inglewood on June 12, 2026. (Photo by Patrick T. Fallon / AFP)
Il ritratto di Infantino come “anatra zoppa“ arriva da una fonte pesante. Come scrive Martyn Ziegler sul Times, dopo la vicenda della squalifica revocata a Folarin Balogun a seguito dell’intervento di Donald Trump, il numero uno della FIFA rischia un futuro da “presidente anatra zoppa”. Una fonte ai vertici del calcio è tranchant: “Il potere di Infantino si è prosciugato, ora è molto isolato. L’ingerenza politica non può essere più forte di quella di Trump, e i tentativi di spiegazione della FIFA sono stati ridicoli”.
Infantino anatra zoppa: le federazioni che ritirano l’appoggio
Il segnale più concreto è politico. Diversi Paesi che avevano sostenuto la rielezione di Infantino ora starebbero pensando di ritirare quell’appoggio, convinti che rinviare la squalifica di Balogun a Mondiale finito abbia superato una linea: la FIFA, di fatto, avrebbe potuto influenzare il risultato di una partita.

Germania, Olanda, Belgio, Norvegia e Svizzera hanno diffuso comunicati critici verso la commissione disciplinare, che ha confermato il rosso ma cancellato la squalifica. Persino la sua roccaforte, l’Africa, mostra crepe: se il Niger ribadisce “il pieno sostegno al presidente”, Egitto e Senegal — spiega il Times — starebbero ripensandoci.
C’è però l’altra faccia della medaglia. Infantino è dato per sopravvissuto e verrà quasi certamente rieletto senza avversari: per la BBC è addirittura imbattibile. Secondo la BBC i voti per la rielezione, di fatto, li ha già: il suo potere poggia sul sostegno di un ampio blocco di federazioni in tutto il mondo, una fedeltà costruita soprattutto grazie ai fondi di sviluppo della Fifa, il programma Fifa Forward. Eppure, avverte il Times, lo scandalo gli renderà quasi impossibile centrare i suoi obiettivi finali: allargare il Mondiale per Club e/o renderlo biennale. E può scordarsi l’idea di un Mondiale per nazionali ogni due anni.
Zero trasparenza, biglietti record e la domanda schivata

Il Times insiste su un altro punto: la trasparenza. C’è la concreta possibilità che la decisione sulla squalifica sia stata presa da un singolo membro della commissione — prassi abituale — ma la FIFA rifiuta di dire chi, e non pubblica le motivazioni scritte. Nel frattempo l’organizzazione, già criticata per le sue scelte e i rapporti con Trump, ha messo in vendita i posti “prima fila” della finale a 32.970 dollari: probabilmente i biglietti più cari mai proposti da un organizzatore di calcio.
E lui? Alla domanda diretta di un cronista — “Dopo il caso Balogun, si dimetterà?” — Infantino, avvicinato al Waldorf Astoria, ha risposto soltanto “Piacere di conoscerla” prima che il suo addetto alla sicurezza intervenisse. Trump, dal canto suo, ha ammesso di averlo chiamato per il rosso; Infantino sostiene di avergli replicato che a decidere sarebbe stata una commissione “indipendente”. Uno strappo che alimenta la frattura sempre più profonda tra FIFA e UEFA. Anatra zoppa, forse: ma con ancora il potere di far discutere.