“Pirlo ct? Speriamo sia uno scherzo”: il Corriere della Sera sulla linea del Napolista

Il Corsera: "una scelta che avrebbe tutti i tratti dell'amichettismo più peloso". Poi spiega perché il vero duello per la panchina resta Conte-Mancini

“Pirlo ct? Speriamo sia uno scherzo”: il Corriere della Sera sulla linea del Napolista

Former player Andrea Pirlo during the match between Orlando and Orlando for the third round of Major League Soccer (MLS) at Yankee Stadium in New York City this Saturday, 08. (Photo by VANESSA CARVALHO / Brazil Photo Press via AFP)

“Pirlo, scusate, in che senso?”. È lo sconcerto con cui il Corriere della Sera accoglie l’idea di Andrea Pirlo commissario tecnico della Nazionale. Una scelta che, secondo il quotidiano, avrebbe “tutti i caratteri dell’amichettismo più peloso, inutile, fatale”. Niente di personale verso lo stupendo campione del mondo, si affretta a precisare l’editorialista; ma la panchina azzurra, in questa fase, meriterebbe altro. Ed è un giudizio che, sul rischio-Pirlo, avevamo già argomentato anche noi. Così come dell’amichettismo: in Italia si fa carriera per conoscenza. A scrivere il pezzo è ovviamente Fabrizio Roncone penna sempre da leggere, anche quelle rare volte in cui non si è d’accordo.

Perché Pirlo no

Il ragionamento del Corsera è netto: Pirlo è la dimostrazione vivente di quanto sia difficile replicare in panchina i successi da giocatore, e non avrebbe “il rango” per ambire alla carica. Non in una fase storica di ricostruzione, e soprattutto non dopo i segnali incoraggianti delle ultime settimane.

I segnali positivi: Malagò, Maldini, Leonardo

Il primo è l’elezione di Giovanni Malagò alla guida della Federcalcio, definita “un messaggio forte e importante”: per il quotidiano è l’unico uomo delle istituzioni che — per capacità manageriali, cultura sportiva ed esperienza, con tre mandati da presidente del Coni — può provare a rifondare l’intero movimento. E che ha poi piazzato un colpo inatteso e di altissimo livello: Paolo Maldini, chiamato a fare il direttore tecnico e presidente del nuovo Club Italia, con Leonardo advisor. È proprio questo assetto — prima il dt, poi il ct — a guidare ora la scelta.

La suggestione Guardiola e l’esempio tedesco

Guardiola Schweinsteiger

Da qui la “botta di grandiosità”: se la Germania, per ricostruire, ha scelto di affidarsi a Klopp, perché l’Italia non può chiedere a Guardiola un po’ della sua luce? Una suggestione legittima, scrive il Corsera, e Malagò è uomo dalle “leggendarie capacità di persuasione”; Pep, ormai nel mito, potrebbe accettare per la sfida di guidare una Nazionale, senza guardare al conto corrente. Resta comunque, per ora, una pazza idea coltivata da Maldini e Leonardo.

Il vero duello: Conte contro Mancini

Manicni e Conte

E proprio il conto corrente riporta ai due nomi veri: Antonio Conte e Roberto Mancini, di cui — oggi a Milano — Malagò, Maldini e Leonardo parleranno a lungo. La scena, per il Corriere della Sera, è delineata: Conte una squadra sa migliorarla in poco tempo, ma vuole essere pagato bene e ha il limite di stufarsi presto (in media, non oltre due anni); Mancini accetterebbe un ingaggio ragionevole ed è bravo, ma dopo l’addio alla panchina azzurra per i dollari sauditi dovrebbe — sono parole del quotidiano — “mettersi in ginocchio sui ceci” e implorare il perdono dei tifosi, tutt’altro che scontato. Insomma: tolte le suggestioni, la corsa vera è ancora tra questi due. Con buona pace di chi sognava altro.