A Dimaro il primo Napoli di Allegri: comanda Magnanelli “scuola De Zerbi”, pressing a conto di passaggi e un Lindstrom a sorpresa
Non solo cori e "mister mister": la prima seduta sul campo di Carciato ha già raccontato parecchio del metodo. Un collaboratore in cattedra, un'idea di pressing tutta particolare, una lezione del tecnico a centrocampo e una partitella con qualche indicazione sui titolari — più un ritorno inatteso in versione mezzala.

Il Napoli in allenamento a Dimaro (William Scuotto - IlNapolista)
Primo allenamento per il Napoli sul campo di Carciato, a Dimaro. La squadra, arrivata in Trentino intorno all’ora di pranzo, nel pomeriggio è scesa in campo per il primo allenamento. Cori per Max Allegri, nel più classico dei “mister, mister”, tutta la squadra è stata applaudita dai tifosi assiepati sulle tribune in gran numero.

Il Napoli in allenamento a Dimaro (William Scuotto – IlNapolista)
In campo, invece, tutti presenti i calciatori convocati e volati nella Val di Sole. Corsa e lavoro di attivazione con il pallone per i protagonisti; successivamente squadra divisa in due gruppi, ognuno dei quali ha occupato una metà campo. Presenti anche due portieri per ogni gruppo. In uno degli esercizi, i collaboratori di Allegri chiamano il tempo del pressing con i giocatori che girano palla rasoterra.
Tanta palla e il pressing “a numero di passaggi”
Dopo corsa e attivazione con il pallone, la squadra è stata divisa in due gruppi su metà campo ciascuno, con due portieri per gruppo. Il dato è il grande spazio dato al lavoro con la palla. In uno degli esercizi i collaboratori chiamavano il tempo del pressing con i giocatori a far girare il pallone rasoterra; ma la particolarità è un’altra: in un altro non si chiamava la pressione, bensì il numero di passaggi da completare. La regola: dieci passaggi consecutivi e si conquistava il diritto di passare all’altro gruppo. Un lavoro sul palleggio sotto pressione, con l’idea di aggredire in avanti.
In cattedra Magnanelli, profumo di “scuola De Zerbi”
La sorpresa più evidente riguarda la gestione della seduta: l’allenamento è stato diretto quasi interamente da Marco Magnanelli, con grandissimo spazio a lui. Un’impronta che ricorda da vicino la “scuola De Zerbi”, fatta di costruzione, palleggio e pressione alta — coerente del resto con la scelta di De Laurentiis di puntare su un’équipe di collaboratori e non più sull’uomo solo al comando.
La lezione di Allegri: “mai le spalle alla porta”
Allegri è intervenuto in prima persona in un momento preciso: spiegare ai giocatori la posizione da tenere in campo. Il concetto: non avere mai le spalle alla porta avversaria, ma il corpo aperto, così che alla ricezione e allo stop si abbia già il campo davanti. Per rendere plastico il messaggio, il tecnico si è piazzato di persona a centrocampo, mostrando a tutti il movimento. Un dettaglio che dice molto della cura sui fondamentali posizionali.
La partitella: indizi sui titolari, e un Lindstrom mezzala da due gol
Nel finale, partitella a campo ridotto: difesa a quattro e 4-3-3, una sorta di reparto arretrato “titolare” contro l’attacco. In difesa si sono visti Spinazzola, Rafa Marin — schierato al posto dell’infortunato Buongiorno —, Rrahmani e Di Lorenzo, con Hojlund lì davanti. La nota curiosa, però, è un’altra: Jesper Lindstrom, rimasto a Dimaro in attesa di sistemazione, è stato provato da mezzala. E ha risposto nel migliore dei modi: due gol e un assist.
Domani il doppio allenamento
Il primo assaggio, insomma, ha già consegnato più di uno spunto: il peso dei collaboratori, un’identità di palleggio e pressione, l’attenzione ai dettagli posizionali di Allegri. Da domani si fa sul serio con la prima giornata di doppia seduta, e Carciato aperto ai tifosi: la lavagna, a Dimaro, è appena stata scoperta.