Maldini e Pirlo sotto assedio: il dt tira dritto, mentre Malagò tiene aperta la porta a Mancini
Schira sul Giornale scrive del fuoco di sbarramento contro l'ipotesi Andrea Pirlo commissario tecnico e della difesa del nuovo direttore tecnico che non arretra.

Mg Genova 11/08/2024 - Coppa Italia / Sampdoria-Como / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Andrea Pirlo
Contro la candidatura di Andrea Pirlo a ct della Nazionale, scrive Franco Ordine su Il Giornale, è iniziato un vero e proprio “fuoco di sbarramento”: media e social eccepiscono, esprimono dubbi, fanno paragoni con le scelte rassicuranti di Germania e Francia — Klopp e Zidane, due “santoni” al cospetto di un semi-debuttante. E sotto assedio, con Pirlo, c’è anche Paolo Maldini.
Maldini tira dritto: “non un nome, ma l’idea”
Il neo dt azzurro, però, ha le spalle larghe e non si lascia spaventare: è pronto a difendere la scelta, convinto di aver imboccato la strada giusta. Il punto, raccontano gli amici dei due ex sodali milanisti, non è l’amicizia — innegabile — ma la condivisione di una visione calcistica e la sintonia su come riorganizzare la catena delle nazionali giovanili, da far giocare tutte con lo stesso sistema di gioco. “Non un nome, ma l’idea”, la sintesi. È lo stesso spirito con cui Maldini si è insediato come direttore tecnico, con Leonardo al fianco. Pirlo, intanto, fa finta di niente: su Instagram ha pubblicato le foto delle vacanze e gli auguri di compleanno alla moglie.
L’assedio e i paragoni scomodi
Il clima, del resto, è pesante. Mentre la Germania ha preso subito Klopp, l’Italia “riflette” su Pirlo: un semi-debuttante che è sì in pole per la panchina, ma resta profondamente divisivo — tanto che c’è chi sostiene apertamente che una scelta del genere rovinerebbe la reputazione dello stesso Malagò. Il fuoco di sbarramento, insomma, è servito.
Malagò tiene aperto (e pensa a Mancini)
Ecco perché il presidente federale non chiude nulla. La famosa “short list” resta formalmente aperta e comprende ancora Roberto Mancini e Antonio Conte. Anzi, Malagò ha concordato una partecipazione straordinaria — sua e di Maldini — all’assemblea della Lega di Serie A del 23 luglio a Milano, e ha colto l’invito ad Atlanta, a margine della semifinale mondiale, per presentare Maldini ai presidenti dei club. Giorni decisivi. E Ordine avverte: Malagò è un abilissimo politico, e se il clima diventasse troppo sfavorevole a Pirlo, quel malcontento potrebbe trasformarsi in un assist per chiudere la partita con Mancini — con cui, va ricordato, lo stesso Maldini non ha mai avuto un feeling speciale. La macchina azzurra, insomma, è ancora tutta da riaccendere.