Conte e il linguaggio calcistico arretrato: “Non ha più senso parlare di moduli: si attacca in sei, si difende in sei”
Alla Gazzetta: "I vecchi moduli raccontano un calcio che non c’è più, come la difesa a tre o a quattro. L’atteggiamento di una squadra ormai è determinato dal numero di giocatori con cui attacca e con cui viene attaccata".

Dc Napoli 11/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Conte, il calcio andrebbe letto e raccontato in maniera diversa
Antonio Conte parla di calcio alla Gazzetta dello Sport, intervistato da G. B. Olivero. Spiega perché è il Mondiale del blocco basso. Soprattutto, spiega perché non ha più senso (se mai lo ha avuto) parlare di moduli nel calcio.
“La pressione alta ci sarà, ma non di continuo. Al Mondiale, forse per il caldo, ne abbiamo vista poca. In campionato o nelle coppe ce n’è di più. Per essere davvero efficace, va fatta uomo su uomo, altrimenti il rischio di essere superati è troppo alto. Puoi abbassarti, difenderti e poi risalire con le pressioni”.

Sui moduli:
“L’atteggiamento di una squadra ormai è determinato dal numero di giocatori con cui attacca e con cui viene attaccata. Ecco perché non ha più senso parlare di moduli o di difesa a tre o a quattro. Si difende sempre in cinque o sei, perché non si può più concedere la superiorità numerica a un avversario che viene su con sei elementi. E quando attacchi, devi essere bravo a proteggerti: bisogna essere pessimisti e fare bene le preventive intuendo lo sviluppo avversario se perdi palla”.
Adesso esistono un sistema offensivo e un sistema difensivo
Questo significa che in allenamento la stessa azione viene provata nelle due fasi?
“Esattamente: la stessa situazione di gioco viene studiata per portare al tiro uno dei sei calciatori impegnati nella fase offensiva, ma anche per preparare gli altri quattro a intervenire in un certo modo se la palla viene persa. Nulla può essere lasciato al caso”.

Quindi i vecchi moduli non esistono più?
“Proprio così, è cambiato tutto. Adesso esistono un sistema offensivo e un sistema difensivo. Contano i riferimenti: io ad Alisson chiedevo di seguire il terzino avversario che spingeva. In attacco possiamo giocare 3-2-5 e decidere se tra i tre dietro c’è un terzino oltre ai due centrali o magari c’è il play che si abbassa. Oppure 2-3-5 e perfino 2-2-6. Ma poi, quando difendi, di base sei con il 4-4-2 e spesso con il 5-4-1. I vecchi moduli raccontano un calcio che non c’è più, bisogna ragionare in modo diverso”.