Magath boccia Nagelsmann: “Scelta sbagliata, va corretta. Il Brasile ha preso Ancelotti perché ha esperienza”

Il tecnico che ha vinto tre campionati (Wolfsburg e Bayern) smonta la nazionale eliminata: il problema non è solo il ct, ma un intero sistema che "forma massa invece di classe". Da Wirtz "finito in un ambiente disfunzionale" al Mondiale in Qatar, fino alla stoccata alla politica nello spogliatoio. E su Klopp non ha dubbi.

Magath boccia Nagelsmann: “Scelta sbagliata, va corretta. Il Brasile ha preso Ancelotti perché ha esperienza”

Mg New York (Stati Uniti) 25/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Ecuador-Germania / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Julian Nagelsmann

Il verdetto di Magath su Nagelsmann non lascia spazio a sfumature: “È stata una decisione sbagliata, e va corretta”. In una lunga intervista al quotidiano tedesco Welt, Felix Magath — tre campionati vinti tra Wolfsburg e Bayern Monaco e 43 presenze in nazionale — spiega perché non crede in un futuro del 38enne sulla panchina della Germania, appena eliminata al Mondiale. E lo fa con un esempio che riguarda da vicino anche noi italiani.

Magath contro Nagelsmann: “Perché scegliere un ct con poca esperienza?”

Il cuore dell’accusa è l’inesperienza. “Che quello del commissario tecnico non sia un compito facile è indiscutibile”, ragiona Magath, “ma perché per quella posizione si sceglie un allenatore che ha relativamente poca esperienza?”. E qui arriva la frase che a Napoli suona familiare: “Perché credete che i brasiliani abbiano preso Carlo Ancelotti? Perché ha esperienza. Il punto è questo”. Nagelsmann, aggiunge, “ha dovuto fare i conti anche con problemi non suoi, ma la mancanza di esperienza lo ha sopraffatto: ha provato ora questo ora quello, senza portare continuità”. Non stupisce che in Germania si parli ormai apertamente di ribaltone: la Bild dà Nagelsmann verso l’addio, con Klopp dietro l’angolo.

Esultanza di Florian Wirtz

Le cause profonde: Wirtz, la sicurezza ingannevole, i cantieri aperti

Magath elenca i sintomi. Gli infortuni lunghi di Havertz e Musiala; e soprattutto Florian Wirtz, che dopo il passaggio al Liverpool “è finito in un ambiente del tutto disfunzionale e ha perso ogni fiducia in sé stesso”. Poi l’illusione: il 7-1 al Curaçao “è stato letto male, ha dato alla squadra un senso di sicurezza ingannevole”. Da lì il 2-1 sofferto con la Costa d’Avorio e l’1-2 con l’Ecuador. Il difetto di fondo, però, è un altro: “In due anni non si è mai vista una formazione-tipo su cui i giocatori potessero regolarsi”. Una diagnosi che si somma a quella, impietosa, di chi come Kroos aveva già bollato quella Germania come “anni luce lontana” dai vertici, e che oggi si legge nel fallimento ai rigori col Paraguay.

“Massa invece di classe”: il problema è la formazione (e la politica)

La stoccata più forte, però, Magath la riserva al sistema. “Il calcio tedesco deve ripartire dal basso, dalla formazione. Al DFB non è impostata per creare campioni: formiamo solo mediocrità. Massa invece di classe”. Il paragone è tranciante: la federazione impone ai vivai un modello unico, “come nella DDR, uguale per tutti da Garmisch a Flensburg. Ma se tutti formano allo stesso modo, avremo solo giocatori tutti uguali”. E c’è spazio anche per una critica che va oltre il campo: quella alle distrazioni — famiglie nel ritiro, attività politiche — perché “sarebbe meglio tornare a parlare un po’ più di sport e un po’ meno di politica”. Un tema di responsabilità collettive più che individuali, come abbiamo scritto raccontando una Germania campione di fuga dalle responsabilità.

E su Klopp la risposta è secca

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Resta la domanda che tutti in Germania si fanno: Jürgen Klopp sarebbe la soluzione? Magath non gira intorno: “Con lui avremmo di sicuro giocato un Mondiale migliore”. Poco importa che la storia recente inviti alla prudenza — dopo il 2018, ricorda, “si disse che avrebbero rivoltato ogni pietra, e non successe nulla”. Il grande escluso, semmai, resta l’occhio da cui guardare tutto: perché mentre la Germania discute di ct e di modelli, noi — è bene ricordarlo — al Mondiale non ci siamo nemmeno.