Va restituito l’onore a Rudi Garcia. Il Napoli e Allegri riflettano seriamente su De Bruyne
Il ct del Belgio ha ribaltato la partita con i cambi. Ha tolto Kdb che in campo cammina, tira alle stelle, sembra decisamente sul viale del tramonto. Lukaku invece si conferma un goleador

Ps Los Angeles (Stati Uniti) 21/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Belgio-Iran / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Rudi Garcia
Il coraggio di Rudi Garcia
Forse è il caso di restituire l’onore a Rudi Garcia. Che ha avuto il coraggio di richiamare in panchina Kevin De Bruyne dopo aver mandato in campo Lukaku. E con i cambi ha raddrizzato una partita che sembrava irrimediabilmente compromessa. Chi ama lo sport e in particolare il calcio non può non aver provato un briciolo di tristezza di fronte all’avvilimento dei giocatori senegalesi, che forse per un pizzico di inesperienza hanno gettato al vento una grande occasione. Per quanto riguarda Rudi Garcia, se era giusto imputare i cattivi risultati del Napoli di due stagioni fa al tecnico (ma al suo esonero il Napoli era comunque quarto), allora con lo stesso metro adesso a lui va dato il merito di aver ribaltato un risultato che sembrava ormai sancito. E lo ha fatto prendendo atto con lucidità che con Kevin De Bruyne il Belgio giocava in dieci.

De Bruyne sembra un giocatore decisamente sul viale del tramonto, Lukaku no
Non è che i tecnici servono soltanto per trovare un colpevole quando le cose vanno male. Il Napoli non può non riflettere su quanto visto. De Bruyne sembra un giocatore decisamente sul viale del tramonto. Cammina e non corre. Sbaglia molti appoggi, anche facili. E quando calcia da fuori meglio non guardarlo. E, a meno che Allegri non compia un miracolo rigeneratore, potrebbe rivelarsi esclusivamente un peso per la compagine azzurra nella prossima stagione. Parliamoci chiaro. Il belga ha un ingaggio considerevole e un altro anno di contratto. E occorrerà eventualmente trovare un club disposto a sobbarcarselo.

Diverso il discorso per Lukaku. Che pur non avendo più la brillantezza e la capacità di andarsene in progressione dei tempi d’oro, resta un centravanti che ha il goal nel sangue. Certamente se mai restasse alla corte di Allegri, bisognerebbe valutare tempi e modi del suo utilizzo. E la sua disponibilità a un ruolo da comprimario, cosa niente affatto scontata. Pertanto, ci sembra giunta l’ora che Massimiliano Allegri si mette al lavoro cominciando da un’accurata analisi dello statu quo del nostro parco giocatori. Affrontando rapidamente il doppio dilemma amletico.
Lukaku lo tengo o no? E De Bruyne lo tengo o no? Mister chi ben comincia è alla metà dell’opera.