De Bruyne fuori prima di un’ora di gioco, la diplomatica spiegazione di Garcia: “Non tolgo un giocatore per bocciarlo”
Da 0-2 a 3-2 al Senegal, agli ottavi. Lukaku firma il gol della riscossa e fa pure il paciere in campo; l'altro azzurro finisce anzitempo in panchina, tra i più deludenti. Il ct ex Napoli difende le sue scelte e sogna un incrocio con un vecchio pupillo.

SEATTLE, WASHINGTON - JUNE 15: Romelu Lukaku #9 of Belgium celebrates with Kevin De Bruyne #7 after forcing an own goal by Mohamed Hany #3 of Egypt during the FIFA World Cup 2026 Group G match between Belgium and Egypt at Seattle Stadium on June 15, 2026 in Seattle, Washington. Fran Santiago/Getty Images/AFP (Photo by Fran Santiago / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)
Il Belgio ribalta il Senegal da 0-2 a 3-2 e vola agli ottavi, e nella notte di Seattle i due grandi nomi del Napoli raccontano due storie opposte: Lukaku è l’eroe, De Bruyne il deluso. A commentarli è Rudi Garcia, ct del Belgio ed ex allenatore azzurro, in conferenza stampa raccolta dalla DH/Les Sports+. Una serata folle, che il nostro sito ha già raccontato: esce De Bruyne, rinasce il Belgio, e Lukaku segna il gol della riscossa.
Lukaku accende la rimonta (e fa pure il paciere)
“Alla seconda pausa fresco ho detto ai miei che serviva il terzo gol del match: quando una squadra è sotto 2-0, quel gol decide tutto. Se fai tu il 2-1, cambi l’anima della partita”, ha spiegato Garcia. E quel gol lo ha segnato proprio Romelu Lukaku: “Romelu ha segnato quel famoso terzo gol, poi Youri Tielemans ha pareggiato con grande grinta”. Non solo: quando in campo è scoppiata una lite tra Trossard e Tielemans, è stato ancora l’attaccante del Napoli a placare gli animi. Insomma, quel Lukaku lì — leader dentro e fuori — è esattamente quello che a Napoli si spera di rivedere, dopo un Mondiale in cui in Belgio gli davano 5 in pagella e a De Bruyne addirittura 4, “un fantasma”.
De Bruyne fuori prima dell’ora: la spiegazione (diplomatica) di Garcia
Il rovescio della medaglia porta il nome di Kevin De Bruyne, tolto — come Doku — prima dell’ora di gioco, e indicato tra i più deludenti. Garcia ha scelto la via diplomatica: “Dovete capire una cosa: un cambio non lo faccio mai contro chi esce, ma per chi entra. Per portare qualcosa di nuovo”. Una formula elegante per non infierire, che però conferma il momento complicato del fuoriclasse belga, già finito nel dibattito dei tifosi al punto che ora l’eroe è Trossard, con Lukaku e De Bruyne scavalcati. Sono i due volti della “generazione d’oro” belga, entrambi al loro quarto Mondiale: e sono gli stessi due che, a inizio torneo, non avevano impressionato nemmeno De Laurentiis.
La lite in campo e il prossimo avversario: la Bosnia di Dzeko?
Sulla sfuriata tra i suoi, Garcia non si è scomposto, anzi: “I miei giocatori hanno il diritto di prendersela e di non essere d’accordo. Mi piace. Voglio vedere gente con la grinta di ribaltare il tavolo. Quando sono arrivato diciotto mesi fa, trovavo che al Belgio mancasse aggressività nei duelli; ora è una squadra che si dice le cose. Il peggio è non dirsi niente. Altrimenti muori”. Nessun rammarico nemmeno sull’undici di partenza (“contro un’ottima squadra, il peggior sorteggio possibile”), e già lo sguardo agli ottavi: “Aspetteremo con calma il nome dell’avversario: o gli Stati Uniti, o la Bosnia di Edin Dzeko, che ho avuto la fortuna di allenare”. Un altro ex pupillo sulla strada del tecnico francese, che a Napoli molti ricordano bene.