Riunione segreta? C’era anche la Bild: così Klopp è diventato ct della Germania

Foto esclusive, l'orario d'arrivo, la maglietta beige, persino la pausa sigaretta: dell'incontro che ha avvicinato Klopp alla panchina tedesca sappiamo tutto, perché in sala c'era un giornale.

Riunione segreta? C’era anche la Bild: così Klopp è diventato ct della Germania

Liverpool's German manager Jurgen Klopp addresses a press conference on March 6, 2024 in Prague on the eve of the UEFA Europa League football match between Liverpool and AC Sparta Prague. (Photo by Michal Cizek / AFP)

C’è la notizia — Jürgen Klopp a un passo dalla panchina della Germania — e c’è il modo in cui è uscita. E stavolta il secondo racconta quasi più del primo. Perché il vertice che ha avvicinato il candidato commissario tecnico ai vertici della federcalcio tedesca (DFB) non è filtrato da un comunicato, ma da un giornale presente all’incontro come se fosse un’altra delle parti in causa: la Bild. Lo ricostruisce la Süddeutsche Zeitung, che sul punto è tagliente.

Il vertice al TWA Hotel, minuto per minuto

La cornice, intanto, non era un anonimo albergo di catena: il monumentale TWA Hotel al John F. Kennedy di New York, scenario glamour per un incontro tutt’altro che ordinario. Da una parte il presidente della DFB Bernd Neuendorf e il suo vice Hans-Joachim Watzke; dall’altra Klopp e il suo manager Marc Kosicke. Ma la vera “terza parte” era la Bild, che oltre a foto esclusive dei protagonisti ha fornito dettagli da verbale: Klopp arrivato per primo alle 13.19 ora locale, con t-shirt beige, pantaloni chiari e sneaker bianche; seduta interrotta alle 14.32 non per un cooling break, ma per una pausa sigaretta all’aperto. Un livello di cronaca che di solito accompagna un affare già scritto, arrivato dopo le dimissioni di Nagelsmann.

La stoccata della Süddeutsche: poca riservatezza (e il paywall)

Ed è qui che il quotidiano di Monaco non applaude, punge. Che un giornale tanto influente sia così straordinariamente ben informato, scrive, in linea di principio glielo si può anche concedere; ma “non getta necessariamente una buona luce sul livello di riservatezza nei campi coinvolti”. Tradotto: qualcuno ha soffiato tutto. E allora, con una punta d’ironia, alla DFB viene riconosciuta “un’opera buona”: aver reso pubblica la vicenda con un comunicato ufficiale, così da raggiungere anche i cittadini rimasti fino a quel momento “dietro il paywall” della Bild. Il merito, insomma, è quasi soltanto uno: aver liberato la notizia dall’abbonamento a pagamento. Più una frecciata elegante che un applauso.

Cosa dice il comunicato (e il nodo Red Bull)

Sulla sostanza, il documento parla di intesa sui “punti essenziali” di un potenziale contratto e di fiducia che le trattative vadano in porto, salvo accordo con l’attuale datore di lavoro, la Red Bull, dove Klopp è ancora legato fino al 2029. I protagonisti riconoscono che l’ex Liverpool è pronto a concessioni economiche, dopo un’esperienza con il colosso delle bibite di cui si era già raccontata la crisi e un ritorno in panchina che, si diceva, avrebbe accettato solo per pochi nomi. Resta però il nodo del doppio cappello: la DFB esclude il logo Red Bull in panchina, ma ammette che se Klopp facesse da testimonial “non dovremmo pagare tanto”. Un cortocircuito già bollato come inaccettabile da chi, come l’ex presidente federale Zwanziger, parla di conflitto d’interessi. Un affare deciso, insomma, ma raccontato in un modo che dice molto del rapporto tra il potere del calcio e un certo giornalismo.