Per la Bbc Infantino ha un bacino di voti (e di potere) enorme: vincerà anche le prossime elezioni
La Bbc: "L’anno prossimo sarà candidato alla rielezione. Ha già 111 voti spalmati tra le confederazioni asiatica, sudamericana e africana. Servono 106 voti per salire, non può essere battuto"

President of FIFA Gianni Infantino speaks next to the trophy during the 2025 FIFA Club World Cup Draw ceremony in Miami on December 5, 2024. (Photo by Giorgio VIERA / AFP)
Sembra proprio che le critiche gli scivolino addosso come se nulla fosse. Gianni Infantino, lo svizzero che ormai da anni detta legge nel mondo Fifa, nonostante la lunga scia di polemiche che accompagna quasi ogni sua decisione, è probabilmente destinato a essere rieletto alla guida dell’organizzazione.
Perché, al di là delle controversie, sul piano dei risultati parla il bilancio: il Mondiale è un torneo da record, con numeri ed introiti straordinari. E poi c’è un aspetto fondamentale: Infantino sa muoversi, conosce il sistema e ha costruito una rete di consensi molto solida.
Il gioco, insomma, sembra fatto. È il punto di vista della Bbc.
“Infantino è imbattibile”

Si legge sulla Bbc:
“Infantino gode del sostegno di molte federazioni in tutto il mondo, e gran parte di questo deriva dallo sviluppo del calcio promosso dalla Fifa.
Il programma Fifa Forward di Infantino ha finanziato progetti calcistici in tutto il mondo e ha creato opportunità attraverso l’allargamento del Mondiale. Ora 16 nazionali in più si qualificano alla Coppa del Mondo, la maggior parte provenienti dalle confederazioni con meno profondità calcistica. L’Europa ha ricevuto solo tre dei posti aggiuntivi.
Infantino ha offerto il sogno, la speranza che nazioni che prima non avevano mai giocato un Mondiale possano riuscirci. Come Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan.”
Ergo, la Uefa può provare a screditare la Fifa e Infantino in tutti i modi, ma il punto è un altro: la Uefa può permettersi di andare avanti con le proprie risorse, mentre gran parte del resto del mondo calcistico dipende dai finanziamenti della Fifa.
Sono 211 i Paesi membri della Fifa, ognuno con un voto per l’elezione del presidente, e per vincere servono 106 preferenze. Facciamo i conti: la confederazione sudamericana ha annunciato che i suoi 10 Paesi avrebbero sostenuto Infantino; tre settimane più tardi la Caf (Federazione africana) ha confermato il sostegno unanime delle sue 54 federazioni, arrivando a quota 64. Infine anche la confederazione asiatica ha ufficializzato il supporto delle sue 47 nazioni.
Totale: 111 voti. La partita, di fatto, è già chiusa.
Il suo punto debole

Per l’Athletic, invece, proprio questo atteggiamento troppo servile nei confronti di Trump potrebbe essere la macchia che, nel lungo periodo, minerà il potere di Infantino, perché avrebbe violato l’unico spazio davvero intoccabile del calcio: il campo.
Attenzione però: si parla di conseguenze a lungo termine, non certo di un ribaltamento immediato. Che cosa ha permesso al presidente della Fifa di superare ogni tempesta, uscendone addirittura rafforzato? Semplicemente, l’oppio dei popoli. Per Marx era la religione; per l’Athletic sono le imprese di Messi, Bellingham e delle altre stelle del calcio, capaci di spostare l’attenzione del mondo e mettere in secondo piano ogni polemica.
Infine, anche un pizzico di fortuna: l’eliminazione degli Stati Uniti contro il Belgio:
“Per il presidente della Fifa Gianni Infantino, una sconfitta degli Stati Uniti contro il Belgio era probabilmente l’esito politico di cui aveva bisogno.”