“Il premio a Trump scredita tutto il Mondiale”: cinquanta eurodeputati contro la Fifa di Infantino

Secondo Le Monde una cinquantina di parlamentari europei ha chiesto alla commissione etica un'inchiesta "con la massima rapidità e sincerità". Sotto accusa i retroscena opachi, l'ordine di silenzio interno e la denuncia della ONG FairSquare per violazione della neutralità.

“Il premio a Trump scredita tutto il Mondiale”: cinquanta eurodeputati contro la Fifa di Infantino

Db New York (Stati Uniti) 13/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Chelsea-Paris Saint-Germain / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Donald Trump-Gianni Infantino

Il premio per la pace della Fifa a Trump continua a creare imbarazzo. Consegnato dal presidente della federazione internazionale Gianni Infantino al presidente degli Stati Uniti Donald Trump il 5 dicembre 2025, in piena Coppa del Mondo nordamericana, il riconoscimento non ha finito di far discutere. Lunedì 29 giugno una cinquantina di eurodeputati ha indirizzato una lettera a Infantino e alla commissione etica “indipendente” dell’organismo, chiedendo che si vada fino in fondo. Lo racconta Le Monde, firma Rémi Dupré.

Il premio della pace a Trump e la lettera degli eurodeputati

A promuovere l’iniziativa sono l’irlandese Barry Andrews (gruppo Renew), l’olandese Lara Wolters e il danese Niels Fuglsang, di area socialdemocratica. Nella missiva, di cui Le Monde è venuto a conoscenza, i parlamentari “esortano” la commissione etica a condurre “un’inchiesta con la massima rapidità e la massima sincerità” sul ruolo giocato da Infantino e sui retroscena molto opachi dell’assegnazione del trofeo. Non è una novità che il presidente Fifa sia finito nel mirino: già a dicembre il comitato etico lo aveva accusato proprio per quel premio, un gesto letto da più parti come l’ennesima dimostrazione di servilismo.

Le verifiche del quotidiano francese pesano: meno di una decina di collaboratori Fifa avrebbe lavorato al progetto, che l’organismo ha comunque finanziato; e sarebbe stato dato l’ordine di non farne parola all’interno. Nessun membro del Consiglio, né prima né dopo, sarebbe stato informato da Infantino della cerimonia, tenutasi a margine del sorteggio della fase a gironi del Mondiale 2026 a Washington. Del resto era stata la stessa Fifa a inventare il “premio per la pace” per consolare Trump dopo il Nobel sfumato.

La denuncia di FairSquare: “Quattro violazioni del codice etico”

I deputati dichiarano di sostenere la denuncia depositata dalla ONG britannica FairSquare nel dicembre 2025, appoggiata ufficialmente il 2 giugno dalla Federcalcio norvegese. L’organizzazione ipotizza “quattro violazioni del dovere di neutralità previsto dall’articolo 15 del codice etico della Fifa, tutte legate a dichiarazioni pubbliche di Infantino in favore del presidente degli Stati Uniti”. Secondo numerosi rapporti, poi, il Consiglio Fifa sarebbe stato aggirato, con un processo decisionale rimasto poco chiaro.

“La Coppa del Mondo è senza dubbio il più grande evento internazionale di tutti i tempi. Dovrebbe unire il mondo. Eppure, quando Infantino favorisce un presidente rispetto a un altro, questo scredita la Fifa e tutto il torneo”, dichiara Andrews a Le Monde. Una linea che si somma alle polemiche del torneo — biglietti carissimi, problemi di visto — e che riecheggia il tono di una stampa internazionale sempre più feroce con la coppia Trump-Infantino.

Dall’Arabia all’agenzia di comunicazione: precedenti e difesa

Non è la prima volta che il Parlamento europeo si muove. Nel dicembre 2024 un “gran numero” di eletti aveva già protestato per l’assegnazione del Mondiale 2034 all’Arabia Saudita, deplorando poi il rafforzamento dei legami con Riyadh tramite “un contratto di sponsorizzazione lucrativo con Aramco, la più grande impresa inquinante al mondo”. C’è chi, come il Telegraph, dice apertamente di godere nel vederli fallire. Intanto Le Monde rivela un contratto siglato nel marzo 2025 con l’agenzia londinese Ten Toes Media — circa 2,551 milioni di sterline (~3 milioni di euro) fino a fine 2026 — per gestire comunicazione e social della federazione e della sua “alta dirigenza”. La Fifa replica che è “falso e ingannevole” ridurre tutto alla gestione di un account social, si riserva azioni legali per la divulgazione di un contratto privato e, sul premio a Trump e sulla lettera degli eurodeputati, non ha risposto.