Un nuovo video e la ricostruzione 3D della BBC riaccendono i dubbi sul gol di Bellingham

Stamattina sembrava tutto chiuso: la Fifa aveva difeso il gol del pareggio inglese mostrando il sensore del pallone. Poi però sono spuntati altri filmati, e da un'angolazione diversa la traiettoria della sfera cambia proprio dove correrebbe il cavo della Spidercam.

Un nuovo video e la ricostruzione 3D della BBC riaccendono i dubbi sul gol di Bellingham

ATLANTA, GEORGIA - JULY 01: Harry Kane #9 of England celebrates with teammate Jude Bellingham #10 after scoring his team's first goal during the FIFA World Cup 2026 Round Of 32 match between England and Congo DR at Atlanta Stadium on July 01, 2026 in Atlanta, Georgia. Richard Pelham/Getty Images/AFP (Photo by Richard Pelham / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Il caso non si chiude, anzi. Dopo che questa mattina la Fifa aveva difeso il gol di Bellingham mostrando il video del sensore nel pallone, nel pomeriggio sono circolate nuove immagini che alimentano i dubbi sul presunto contatto tra la sfera e uno dei cavi della “Spidercam”, la telecamera sospesa sopra il campo. La Norvegia, eliminata 2-1 dall’Inghilterra, torna così a protestare per la rete dell’1-1.

Il video e la ricostruzione 3D: cosa mostrano

Il punto è la traiettoria. Vista dall’inquadratura classica l’episodio resta ambiguo, ma da un’angolazione diversa — e con la ricostruzione in 3D realizzata dalla BBC — si nota un cambio di direzione del pallone proprio nella zona, tra la trequarti e la metà campo, dove passerebbe il cavo. Dopo quel “salto”, la palla arriva comoda ad Anderson, che serve Gordon e innesca l’azione chiusa dal gran gol di Bellingham. I replay televisivi non danno una risposta definitiva, ma il sospetto resta.

Il nodo tecnologico: il sensore poteva “vedere” quel tocco?

Ed è qui che la vicenda diventa interessante. La Fifa ha escluso l’irregolarità perché il sensore della Connected Ball non ha registrato alcun picco compatibile con un impatto. Ma diversi osservatori sollevano un dubbio: quel sistema è tarato per rilevare determinati tipi di contatto — come il tocco “invisibile” che ha fatto annullare il gol della Croazia — con le antenne posizionate all’altezza del terreno di gioco. Un eventuale sfioramento del cavo a diversi metri d’altezza potrebbe non generare lo stesso segnale, lasciando aperto un margine d’incertezza sull’affidabilità del sensore in situazioni del genere. Un paradosso, per una tecnologia pensata proprio per togliere ogni dubbio, e che chi guida gli arbitri difende come un supporto indispensabile.

Le proteste norvegesi (e cosa dice il regolamento)

Sul campo la squadra di Solbakken non aveva avuto dubbi. “È assurdo che un gol del genere venga convalidato”, ha attaccato Sander Berge, mentre il capitano Martin Ødegaard — pur ammettendo di non aver visto l’episodio dal vivo — ha lamentato che “oggi alcune decisioni non ci hanno favorito, e in partite così equilibrate sono i dettagli a fare la differenza”. Il ct ha raccontato che l’arbitro Turpin gli ha spiegato di non aver visto personalmente alcun contatto né ricevuto segnalazioni dagli addetti alla tecnologia. Il regolamento è chiaro: se la palla colpisce un elemento esterno come il cavo, l’azione va interrotta e ripresa con una rimessa dell’arbitro, gol compreso. Ma senza una conferma tecnologica, il direttore di gara non aveva elementi per intervenire. Così il 2-1 è rimasto, l’Inghilterra è in semifinale contro l’Argentina, e la Norvegia a casa con la sensazione — legittima o meno — di un dettaglio che le è costato il Mondiale.