Collina: “La tecnologia è positiva per il calcio. Gli arbitri commettono errori, bisogna supportarli”

"Col Var si perde emozione? Non puoi emozionarti per qualcosa che è un errore". Parole distanti da quelle di Orsato sul Var. Collina: "Stiamo cercando di velocizzare il più possibile tutto il processo di revisione, per non lasciare le persone ad aspettare."

Collina: “La tecnologia è positiva per il calcio. Gli arbitri commettono errori, bisogna supportarli”

Doha (Qatar) 18/11/2022 - conferenza stampa Fifa / foto Imago/Image Sport nella foto: Pierluigi Collina ONLY ITALY

Il presidente della Commissione Arbitri Fifa, Pierluigi Collina, ha parlato alla stampa del futuro dell’arbitraggio e dell’importanza della tecnologia all’interno del rettangolo di gioco. D’altronde, le nuove regole per il Mondiale gli hanno dato ampiamente ragione. Una linea che non ci pare quella attribuita di Orsato nelle sue prime dichiarazioni da nuovo designatore: “Più precisione per ridurre l’uso del Var”.

Le parole di Collina

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Riporta As:

Lei ha sempre difeso l’introduzione della tecnologia nell’arbitraggio. È ancora fedele alla sua idea?

“Viviamo circondati dalla tecnologia. È arrivato un momento in cui tutte le persone sedute intorno al terreno di gioco, comprese quelle in panchina, potevano vedere sui propri dispositivi ciò che stava accadendo… tranne l’arbitro. E non parlo nemmeno di chi era davanti alla televisione, con replay in super slow motion. Era piuttosto strano.

Nel calcio avevamo due possibilità: rendere questo sport una realtà protetta, come se fosse una comunità Amish che non utilizza la tecnologia, oppure andare in questa direzione. Gli arbitri sono esseri umani e commettono errori. Anche se sono i più preparati al mondo. Bisogna fornire loro un supporto, è una cosa positiva per il gioco.”

Si fanno passi avanti in tutti i settori, compreso il fuorigioco, che continua a essere criticato. Ma i sistemi sono sempre più automatizzati, con rappresentazioni reali dei giocatori…

“All’inizio la tecnologia era diversa da quella attuale: aveva linee tracciate sul terreno di gioco, ma per chi guardava era difficile crederci. E mi sono chiesto: perché le decisioni della tecnologia sulla linea di porta, per esempio, vengono accettate, mentre un fuorigioco di un centimetro non riceve lo stesso trattamento?

La differenza era che la tecnologia della linea di porta funzionava senza intervento umano, mentre nel fuorigioco era una persona a decidere il momento esatto in cui veniva calciato il pallone e a tracciare le linee. E purtroppo le persone non si fidano delle persone. Pensano sempre che ci sia qualcosa che non va.

Per questo si è lavorato su un sistema più automatizzato, da cui sono nate la tecnologia del fuorigioco semiautomatico e anche il 3D. E si stanno facendo passi avanti, come il passaggio da una figura standard del giocatore sullo schermo al riconoscimento di quello specifico giocatore. La decisione diventa più affidabile e, naturalmente, anche più credibile.”

Sul Var

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Non manca il passaggio sul Var, al centro delle polemiche anche in questo Mondiale.

Cosa pensa che i tifosi ancora non comprendano del Var e delle revisioni?

“Che pensino che la tecnologia possa dare una risposta a tutto nel calcio. Non è così. Ci sono altri sport in cui la tecnologia aiuta di più. In uno sprint ciclistico, per esempio, puoi vedere chi ha vinto per un centimetro.

Ma il calcio è uno sport di contatto e non esiste una tecnologia in grado di valutare qualcosa come una spinta, una trattenuta o se un fallo di mano sia volontario”

Viene però contestato il fatto che il Var tolga emozione al calcio, che il gol abbia perso la sua essenza perché bisogna aspettare la revisione…

“Si perde emozione? Il problema è che non puoi emozionarti per qualcosa che è un errore. Puoi gioire per un errore, ma non pensi alla persona che soffre perché quell’errore è stato commesso.

Stiamo cercando di velocizzare il più possibile tutto il processo di revisione, per non lasciare le persone ad aspettare. Credo sia un fraintendimento pensare che il Var uccida l’emozione del gol.

Il giocatore e i tifosi festeggiano quando arriva una rete. Poi c’è un momento di suspense per la revisione. E se il gol viene confermato, si festeggia di nuovo. L’emozione è doppia. Però comprendiamo che bisogna accelerare il processo il più possibile.”

Le valutazioni finali

Infantino Collina

Collina dice di voler arbitri sempre più preparati, in quanto l’obiettivo della tecnologia deve essere aiutare e non sostituire. Infine, ovviamente, afferma che gli sarebbe piaciuto avere quella tecnologia ai suoi tempi:

“Siamo noi arbitri a sbagliare. È un nostro errore. Il primo a pagarlo è l’arbitro. E poi, naturalmente, la squadra danneggiata. Ma il primo è l’arbitro. Quindi come potrei essere contrario?”