La Francia sembra indomabile, ma il calcio no: la storia è piena di colossi caduti

Con un differenziale reti di 13-2 in quattro partite e un 3-0 alla Svezia che è sembrato un 10-0, i Bleus danno l'impressione di una squadra fuori portata. Ma questo sport è fatto per le sorprese: da USA-Inghilterra 1950 fino a Paraguay-Germania di questi giorni. E il destino, per una beffa, rimette proprio il Paraguay sulla strada di Deschamps.

La Francia sembra indomabile, ma il calcio no: la storia è piena di colossi caduti

Mg New York (Stati Uniti) 30/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Francia-Svezia / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Kylian Mbappe'

La sfida che tutti aspettano è Francia-Paraguay, e arriva nel momento in cui i Bleus sembrano semplicemente ingiocabili. Come scrive The Athletic, la Francia contro il resto del pianeta “non è una lotta ad armi pari”: creatività, intesa, superiorità tattica e velocità, con un differenziale reti di 13-2 nelle prime quattro gare. Il 3-0 alla Svezia nei sedicesimi, con la doppietta di Mbappé, è sembrato più un 10-0. Eppure c’è una legge del calcio che nemmeno questa Francia può cancellare.

Francia-Paraguay: perché nessun colosso è al sicuro

Il punto è che il calcio, a differenza del basket, è uno sport a basso punteggio: puoi dominare e perdere lo stesso, 1-0 o ai rigori. Basta un portiere in stato di grazia, un rimbalzo fortunato, un piano difensivo migliore, un episodio arbitrale o del VAR. La storia dei Mondiali è una teoria di giganti caduti: USA-Inghilterra del 1950, Senegal-Francia 2002, Sudafrica-Francia 2010, Russia-Spagna 2018, Arabia Saudita-Argentina 2022. E proprio in questi giorni il Paraguay ha steso ai rigori la Germania, quattro volte campione del mondo — la stessa Germania che è uscita al primo turno tra le polemiche su Nagelsmann. Non a caso, questo è anche il Mondiale dei grandi portieri a sorpresa: l’ingrediente perfetto per un ribaltone. Lo aveva ammesso persino l’ex ct svedese Graham Potter: “Non ho visto una squadra migliore. Dovevamo essere perfetti. E anche così, non sono sicuro sarebbe bastato”

Francia

 

Mbappé nella storia, a caccia di Messi

La forza della Francia ha un nome e cognome. Kylian Mbappé, sempre secondo The Athletic, ha toccato quota 18 gol in carriera ai Mondiali — a uno soltanto dal record di Lionel Messi — e ha stabilito il primato di reti nelle fasi a eliminazione diretta, arrivato a dieci. Numeri che raccontano un fuoriclasse nel pieno della maturità, capace di trascinare una squadra costruita apposta per esaltarlo: non a caso si è scritto che è Deschamps l’unico che lo fa rendere al massimo, in un 4-2-3-1 che ha ispirato riflessioni anche in ottica Napoli. Con un tabellone che, come per l’Argentina, sembra spalancarsi: la Francia è tra le grandi favorite in una griglia che a molti pare già scritta.

Il cortocircuito Deschamps-Paraguay

E qui la storia si morde la coda. Didier Deschamps, alla sua ultima avventura da commissario tecnico e reduce dal dolore privato per la scomparsa della madre, era il capitano della Francia del 1998, quella del primo titolo mondiale. In quel cammino, agli ottavi, i Bleus dovettero passare proprio sul Paraguay, piegato solo con un gol al 114′ dei supplementari. Ventotto anni dopo, il sorteggio rimette il Paraguay sulla strada di Deschamps. “In questo sport non ci vuole molto per spostare l’oggetto inamovibile e fermare la forza inarrestabile”, chiosa The Athletic: è forse l’unica cosa che può impedire a questa Francia di prendersi il posto che si sente di meritare, fino alla finale del 19 luglio. I colpi di fortuna esistono. E il Paraguay, di questi tempi, sa come procurarseli.