L’Egitto studia il portiere dell’Australia guardando il Real Madrid su un pc: poi lo elimina ai rigori
Prima della lotteria dei tiri dal dischetto, alcuni giocatori egiziani vengono ripresi davanti a un portatile: analizzano i movimenti di Mathew Ryan in una vecchia partita di Liga. L'Australia lo aveva mandato in campo al 119' apposta per pararli, i rigori: si è rivelato un boomerang. Finisce 4-2, con il cucchiaio glaciale di Salah e un gesto di fair play a chiudere la notte.

La sfida Egitto-Australia si è decisa ai rigori, ma il dettaglio più curioso è arrivato prima: mentre i Socceroos preparavano la mossa a sorpresa, alcuni giocatori egiziani sono stati ripresi mentre, davanti a un pc, guardavano le immagini di una partita del Real Madrid. Non per distrarsi: per studiare il portiere avversario. Un particolare quasi da laboratorio, diventato decisivo nella notte in cui l’Egitto ha centrato la sua prima, storica vittoria a eliminazione diretta a un Mondiale — come riportato dalla ricostruzione di Sky Sports.
Egitto-Australia ai rigori: il pc, il Real Madrid e la mossa-boomerang
La chiave è Mathew Ryan. Il portiere, che nell’ultima stagione ha giocato in Liga con il Levante affrontando anche il Real Madrid, è stato mandato in campo al 119′ dal ct Tony Popovic al posto di Patrick Beach, autore di una buona prova, con un obiettivo preciso: parare i rigori.
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— Trent (@Rm_Trent66) July 3, 2026
Proprio per questo, negli ultimi istanti, staff e giocatori egiziani hanno cercato indicazioni sui suoi movimenti — come si piazza sulla linea, da che parte tende a tuffarsi, quali gesti ripete prima della rincorsa. Il piano australiano si è trasformato in un boomerang: l’Egitto ha segnato tutti e quattro i rigori calciati, l’Australia ne ha sbagliati due (con gli errori di Harry Souttar e Lucas Herrington), per il 4-2 finale dopo l’1-1 dei supplementari.
Il cucchiaio di Salah e il gesto dopo il rigore decisivo
Il momento-simbolo lo firma Mohamed Salah. Davanti al portiere entrato solo per la lotteria, il capitano sceglie la soluzione più fredda e più rischiosa: un cucchiaio. Ryan si butta, il pallone si posa al centro della porta, e la sostituzione australiana viene ribaltata anche sul piano psicologico. Ma la partita di Salah non è tutta lì: dopo il rigore decisivo di Hossam Abdelmaguid, mentre i suoi esplodono, il capitano si distingue per un gesto di fair play, stringendo la mano e consolando gli avversari rimasti a terra. Freddezza dal dischetto e leadership subito dopo — lo stesso Salah che a fine stagione aveva annunciato l’addio al Liverpool e che a questo Mondiale era finito nel girone di casa Napoli, con De Bruyne e Lukaku.
Una notte storica, dopo una vigilia già movimentata
Per l’Egitto è un traguardo mai raggiunto: dopo l’1-1 maturato tra il gol di Emam Ashour e l’autorete di Mohamed Hany, i rigori aprono la porta degli ottavi. E arriva al termine di una settimana texana turbolenta, culminata nell’episodio in cui l‘Egitto e la polizia di Dallas hanno sfiorato la rissa per un selfie. Sul fronte opposto, l’eliminazione fa male a un’Australia che a questo torneo aveva anche una venatura azzurra, con i due italo-australiani Volpato e Circati. Ora per i Faraoni c’è un ottavo da sogno contro l’Argentina campione del mondo, la stessa che di recente aveva incrociato l’Egitto anche in amichevole, con l’abbraccio tra Ancelotti e Salah. Ma quella scena del pc, con i giocatori a studiare Ryan attraverso una partita del Real Madrid, resterà tra le immagini più particolari di questi Mondiali.